Pasqua e Pasquetta Italia zona rossa. Piazze e parchi chiusi ma negozi e supermercati aperti.

 

LE APERTURE NEI FESTIVI UNA FOLLIA OLTRE LA PANDEMIA

A Pasqua e Pasquetta potremmo ritrovarci all’interno di un paradosso folle, insensato e pericoloso. L’Italia in zona rossa, con sindaci e prefetti che si affrettano a chiudere piazze e parchi pubblici mentre la normativa vigente consentirebbe alle attività commerciali: negozi, discount, supermercati e ipermercati del settore alimentare (anche all’interno dei centri commerciali), catene dell’elettronica, ferramenta, negozi di abbigliamento per bambini, articoli sportivi ecc di rimanere aperti in quanto “essenziali” e grazie anche alla liberalizzazione delle aperture nei giorni festivi.

Non c’è alcuna ragione per cui le attività commerciali rimangano aperte a Pasqua e Pasquetta, non c’è alcuna ragione per cui lo siano normalmente figuriamoci dentro una pandemia, che  in Italia uccide ancora oggi 300 persone al giorno.

Chiediamo, come avvenuto lo scorso anno, che il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio con propria ordinanza decreti la chiusura di tutte le attività commerciali a Pasqua e Pasquetta su tutto il territorio regionale. Una scelta da prendere celermente in modo da dare tutto il tempo alla cittadinanza di organizzarsi.

Insieme ai sanitari, le lavoratrici e i lavoratori del commercio in particolare del settore alimentare dopo un anno di emergenza non si sono mai fermati, il paese intero dovrebbe essere riconoscente a chi pur con contratti precari, con ridotte tutele, sottoposti a iper-sfruttamento non ha fatto mai mancare la propria abnegazione per mantenere aperti negozi e supermercati. Una categoria quelle delle commesse e dei commessi a stretto contatto con il pubblico che vergognosamente tutti i piani vaccinali, regionali e nazionale, hanno dimenticato.

Rifondazione Comunista si è sempre battuta contro il far west delle aperture e degli orari. La totale liberalizzazione è stata votata da centrodestra e centrosinistra durante il governo Monti. Anche durante questa emergenza abbiamo rilanciato più volte le preoccupazioni e le richieste dei lavoratori del commercio.

Che fine ha fatto proposta del M5S sulla riduzione drastica delle aperture nei festivi? Al governo bisogna fare il cambiamento, predicarlo non basta, altrimenti si finisce solo di conservare la poltrona.

Rifondazione chiede al Parlamento a gran voce di cancellare la norma che consente alle catene commerciali, ipermercati e supermercati mano libera sulle aperture domenicali e festive. Basta con l’iper-sfruttamento dei lavoratori della grande e media distribuzione, un iper-liberismo che ha determinato la crisi dei piccoli esercenti e distrutto i legami sociali. Quei legami che a maggior ragione dovremmo saper ricostruire dopo l’emergenza covid19.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

No Delivery Day. Rifondazione e Giovani comunisti/e sostengono lo sciopero dei riders di venerdì 26 marzo e invitano i cittadini a non utilizzare i servizi a domicilio per l’intera giornata.

No Delivery Day-  a Pescara meeting- point ore 17 piazza salotto.

Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i sostengono lo sciopero che è stato indetto delle lavoratrici e dei lavoratori della rete “RiderXiDiritti”, che coinvolge riders di più di 30 città italiane. Per domani venerdì  26 marzo è stato proclamato il blocco del servizio di food delivery in tutto il Paese.

Una decisione importantissima che esprime la volontà delle lavoratrici e dei lavoratori del  settore di non accettare più condizioni di lavoro insopportabili, frutto di un sistema in cui come dimostrato da diverse inchieste della magistratura, paghe da fame e sfruttamento estremo si accompagnano a illegalità di tutti i tipi: decurtazioni dei compensi, caporalato, elusione fiscale, non rispetto delle norme sulla sicurezza e perfino confisca delle mance. Come se ciò non fosse sufficiente, assistiamo nella nostra città a vere e proprie ritorsioni nei confronti dei/lle riders che hanno organizzato lo sciopero dello scorso 7 marzo, i/le quali si sono visti/e annullare le commissioni dalla catena McDonald’s, costretti/e quindi a regalare il proprio tempo in attesa di ordini che sono stati puntualmente disdettati.

Abbiamo accolto positivamente i pronunciamenti della magistratura che hanno dichiarato i riders lavoratori subordinati a tutti gli effetti e ingiunto alle aziende di assumerli tutti, sono ben 60 mila, “applicando contratti adeguati”.

Riteniamo  invece vergognosa  la latitanza del governo che  nemmeno di  fronte a forme estreme di sfruttamento come questa, si decide ad abolire le leggi neoliberiste che hanno trasformato il mercato del lavoro in un bazar di braccia usa e getta senza tutele e senza diritti.

Rifondazione sostiene i lavoratori determinati a proseguire la lotta fino a quando non vedranno riconosciuti “istituti contrattuali fondamentali come la malattia, le ferie, il congedo parentale, la paga oraria per por fine al ricatto del  cottimo, il Tfr, un monte ore minimo garantito e i diritti sindacali

Invitiamo le/i cittadine/i a esprimere la loro solidarietà con la giusta lotta dei riders non utilizzando nessun servizio di consegna a domicilio tramite app per tutta la giornata del 26 e condividendo gli hashtag del blocco del consumo (#peoplebeforeprofits #il26nonordino) per coinvolgere il maggior numero possibile di persone, nonchè a partecipare al presidio  “No delivery day” indetto dal Nidil ((Nuove Identità di Lavoro) CGIL per domani venerdì 26 marzo a partire dalle 17  in Piazza Salotto a Pescara.

Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara

Francesco Belfiglio, Giovani Comuniste/i Pescara

Benvenuto sciopero della scuola. Rifondazione Comunista e Giovani Comuniste/ sostengono la mobilitazione in Abruzzo

A distanza di un anno dall’emergenza sanitaria nulla è cambiato per mettere le scuole e chi le abita in sicurezza! Niente riduzione degli/delle alunni/e per classe, niente piano per l’edilizia, per scuole che da anni chiedono la messa in sicurezza e l’adeguamento alle esigenze didattiche, niente assunzioni del personale necessario, per cui anche il prossimo anno scolastico avrà una notevole componente di precariato, e l’elenco si potrebbe allungare. Quel che è peggio è che l’anno che verrà sarà come quello trascorso, anche per le risorse necessarie ad affrontare l’aumento dell’abbandono scolastico e la compensazione di due anni di surrogato di Scuola con la DaD, che rischia di diventare una prassi strutturale e non più eccezionale.

Domani venerdì  26 marzo i Cobas e il Coordinamento Nazionale Precari della Scuola, insieme al comitato Priorità alla scuola, grazie allo sciopero,  daranno voce a tre obiettivi fondamentali che travalicano le istanze puramente sindacali:

1) Basta classi pollaio, ridurre il numero massimo di alunni per classe

2) Un piano  straordinario di assunzioni per garantire la continuità didattica e la sicurezza, dopo  un decennio di tagli

3) Il 5% del Pil alla Scuola e un intervento massiccio nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei ad una scuola in presenza e in sicurezza.

Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i sostengono lo sciopero e l’astensione dalla Dad nella giornata di domani venerdì 26 marzo e invitano il personale scolastico, studentesse e studenti, e genitori, nel rispetto della normativa sul distanziamento sociale  a partecipare ai presidi a L’Aquila  dalle ore 10,30 davanti Palazzo dell’Emiciclo, a Pescara dalle ore 10,30 in Piazza Sacro Cuore e a Lanciano dalle ore 16 in Piazza Plebiscito.

La pessima gestione da parte di Governo e Regione della crisi sanitaria ha determinato un conflitto assurdo tra due diritti primari e non sacrificabili quello alla salute e quello all’istruzione. Governo e Regione hanno l’obbligo costituzionale di garantire una scuola in presenza e in sicurezza (possibile che non si è ancora in grado neppure di fornire al personale scolastico mascherine FFP2?), finora  ben poco di concreto è stato fatto, manca una cabina di regia. La scuola e in particolare studentesse e studenti hanno pagato per tutti anni di tagli al sistema sanitario e scolastico, nel mentre anche durante la seconda ondata troppe attività non essenziali sono rimaste aperte. Il tempo è scaduto, bisogna invertire la rotta, i soldi ci sono: dalla fiscalità generale al Recovery Fund.  Le future generazioni e i lavoratori della scuola meritano rispetto. Anche per queste ragioni domani faremo sentire forte la nostra voce.

 

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

Silvano Di Pirro, segretario provinciale PRC-SE L’Aquila

Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara

Francesco Belfiglio, Giovani Comuniste/i Pescara

Le proposte di Rifondazione Comunista sulla scuola

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