PROVINCIA: NO ALLE ELEZIONI TRUFFA E AL TRASFORMISMO A PESCARA PURTROPPO SEL- SINISTRA ITALIANA ANCORA STAMPELLA DALFONSIANA

provincia_pescara23Resoconto conferenza stampa 11 gennaio 2017

 

Sabato anche in Provincia di Pescara i consiglieri comunali andranno al voto per rinnovare il Consiglio Provinciale. Si consuma di nuovo la truffa ai danni dei cittadini.

La riforma bufala del governo Renzi ha solamente sottratto ai cittadini il diritto a eleggere i propri rappresentanti. Non sono state abolite le province ma la democrazia e lo scopo di questa operazione è stato quello di procedere a fortissimi tagli per servizi essenziali con sempre meno risorse, dal trasporto disabili alle strade passando per la manutenzione delle scuole superiori.

Al voto andranno solo i consiglieri comunali: gli eletti saranno così, ancora una volta, espressione esclusiva dei giochi di potere all’interno del ceto politico.

Sono state presentate tre liste.

La lista del PD è in pieno stile dalfonsiano, ci sono gli esponenti del “partito dell’acqua” come Silvina Sarra, sindaca di Bolognano e moglie dell’ex-presidente ACA arrestato con l’accusa di tangenti, e voltagabbana provenienti dal centrodestra come il sindaco neoeletto di Manoppello Giorgio De Luca.

Dobbiamo constatare che Sel-Sinistra italiana è presente nella lista PD con il giovane candidato Davide Morante, a dimostrazione che non è l’età il metro per giudicare la rottura con la vecchia politica.

Il partito di Melilla e Mazzocca conferma in provincia di Pescara la sua internità e subalternità al sistema di potere dalfonsiano.

Per l’ennesima volta Sel-Sinistra Italiana antepone il rapporto con D’Alfonso e il PD alla prospettiva della costruzione di un’alternativa al renzismo che pure Fratoianni e Fassina invocano a livello nazionale.

Fortunatamente nel resto dell’Abruzzo SEL-SI invece ha fatto la giusta scelta del boicottaggio insieme al resto della sinistra.

Le altre due liste presentano da un lato il centrodestra a ranghi ridotti dopo la campagna acquisti di D’Alfonso e un redivivo Giorgio D’Ambrosio che da democristiano ora si è trasformato in “socialista”.

 

VOTO DI SECONDO LIVELLO PER I CONSIGLI PROVINCIALI 

IL PRC-SE  SI BATTE  CONTRO LE ELEZIONI TRUFFA PER IL SUFFRAGIO UNIVERSALE E PER L’ IMMEDIATA ABROGAZIONE DELLA LEGGE DEL RIO

Una delle conseguenze positive della vittoria del NO al referendum costituzionale del 4 gennaio è il fatto che si è evidenziato il carattere truffaldino della legge Del Rio (legge 7 aprile 2014 n. 56 ) di finta abolizione delle Province, ma in realtà di semplice abolizione del voto popolare attraverso un antidemocratico voto di secondo livello da parte dei consiglieri comunali.

Le Province come organi costituzionali, esse DEVONO ESSERE ELETTE A SUFFRAGIO UNIVERSALE, come momento della sovranità popolare sancita dall’art 1 della Costituzione .

Non vale la pena soffermarsi diffusamente sul giudizio assolutamente negativo che come PRC-SE esprimemmo sulla legge Del Rio (legge 7 aprile 2014 n. 56 ) e sulla evidente attuale incostituzionalità di tale legge.

Questa legge che ha finto demagogicamente di abolire le Province in nome dei costi impropri della politica – che noi realmente combattiamo – limitandosi invece ad abolire solo la democrazia dell’elezione popolare dei consigli ha, inoltre, determinato un grave vuoto istituzionale rispetto alle funzioni precedentemente esercitate da questi enti territoriali di area vasta (scuola, strade, urbanistica, tutela dell’ambiente e del territorio ecc ) vuoti che, abbinati ai tagli dei trasferimenti, si sono drammaticamente evidenziati, anche nella cronaca giornalistica, rispetto all’assenza di funzioni in campo di manutenzione stradale e scolastica ecc. e rispetto al destino del personale, ancora incerto e precario.

Ecco il  perché della nostra scelta di fondo di non presentarci a queste elezioni provinciali di secondo grado, e di  sottoporre al vaglio della Corte Costituzionale il provvedimento raffazzonato, anti democratico e demagogico rappresentato dalla legge Del Rio. Ci battiamo per la rapida abrogazione di questa riforma-truffa.

Partito della Rifondazione Comunista

Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Prc-Se

Corrado Di Sante, segretario provinciale Pescara Prc-Se

Walter Rapattoni, tesoriere provinciale Prc-Se

CANNABIS TERAPEUTICA IN ABRUZZO: DOPO UN COLPEVOLE RITARDO DI DUE ANNI E MEZZO D’ALFONSO E PAOLUCCI STRAVOLGONO PURE LA LEGGE, COMUNQUE UN PRIMO PASSO.

cannabisMeno male che lo slogan era “regione veloce“. Ci hanno messo due anni e mezzo a fare il decreto attuativo di una legge che hanno ereditato. L’hanno fatto pure male. Comunque è un passo in avanti: grazie alla nostra legge tanti malati potranno avere finalmente accesso gratuitamente a farmaci a base di cannabinoidi.

Non ho fatto in tempo a gioire per la pubblicazione del decreto attuativo della mia legge sulla cannabis terapeutica che mi è toccato constatare che D’Alfonso e Paolucci hanno stravolto e ristretto la portata del provvedimento legislativo che è tuttora considerato il più avanzato in Italia. Dopo un ritardo ingiustificabile di 2 anni e mezzo D’Alfonso e Paolucci hanno proceduto, senza alcun confronto e dibattito pubblico con chi si occupa da anni di queste cose, a un intervento che contrasta con la legge. Hanno ricevuto in eredità un’ottima legge e dopo averla lasciata dormire nei cassetti ora ne limitano l’applicazione. Il decreto è illegittimo e contiene una discriminazione di medici e pazienti che nella legge non c’è.
Infatti la mia legge prevede che non vi siano limitazioni alla scelta dei medici specialisti che possono prescrivere cure a base di cannabinoidi nè che vi siano limitazioni prescrittive per quanto riguarda le patologie per le quali possano essere prescritti. Per la legge sono gli specialisti a decidere non D’Alfonso e Paolucci!

La legge regionale del 2014 prevede che siano i medici specialisti del nostro servizio sanitario a decidere se un determinato malato ha bisogno di quel tipo di farmaci e preparati. Il comma 2 dell’articolo 2 è chiarissimo: “I medicinali cannabinoidi possono essere prescritti, con oneri a carico del SSR, da medici specialisti del SSR e da medici di medicina generale del SSR, sulla base di un piano terapeutico redatto dal medico specialista”.

Invece D’Alfonso e Paolucci, probabilmente per strizzare l’occhio a settori oscurantisti di cui è espressione anche la ministra Lorenzin, hanno deciso di definire loro nel decreto per quali patologie e quali specialisti possano prescrivere. Da quel che si legge sul loro comunicato il povero Fabrizio Pellegrini rimarrebbe fuori dall’ambito del decreto.
E’ paradossale che io sia riuscito a far passare con una maggioranza di centrodestra – grazie all’intelligenza di consiglieri di quello schieramento come Ricardo Chiavaroli e Walter Di Bastiano – una legge liberale sulla cannabis mentre una giunta PD-Sel prima la boicotta e poi la manomette in maniera illegittima.

Comunque oggi facciamo festa che finalmente, grazie alla nostra legge, tanti malati potranno ricevere cure che finora gli erano precluse. Non escludo possibilità di ricorsi amministrativi e azioni legali da parte di pazienti che rimanessero esclusi sulla base di un decreto che contrasta con la legge.
Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC-Se, ex consigliere regionale Abruzzo

D’ALFONSO RICONQUISTA L’ACA: IL RITORNO DEL “PARTITO DELL’ACQUA”

I SINDACI OBBEDISCONO AL DIRETTORIO DALFONSIANO
D'ALFONSO CONTROLLA DALLA STANZA ACCANTO

PRES_ACAL’assemblea dei sindaci soci dell’ACA SPA di oggi segna il ritorno del “partito dell’acqua” e la riconquista da parte di un PD il cui ultimo presidente è stato arrestato per tangenti.

Il presidente della Regione, travalicando completamente i suoi compiti e il suo ruolo istituzionale, ha in queste settimane esercitato una pressione indebita e usato tutti i mezzi a sua disposizione per condizionare l’orientamento dei sindaci.

Stamattina il consigliere regionale Camillo D’Alessandro (quello che aveva proposto in Regione la famosa “legge fogna”) e il parlamentare fantasma Fusilli hanno presidiato l’assemblea. Da una stanza attigua Luciano D’Alfonso ha diretto personalmente le operazioni (secondo quanto ci riferiscono era in una stanza del palazzo dove si svolgeva l’assemblea).

Grazie all’accordo con il Nuovo Centro Destra della sottosegretaria Chiavaroli – lo stesso che ha presentato in parlamento l’emendamento che ha sbloccato il progetto illegittimo al porto di Milia e Mammarella –  si son trovati i numeri per la riconquista di un’azienda che il PD aveva lasciato con 120 milioni di euro di debiti.

dalfonso_Come avevamo profetizzato D’Alfonso è disposto a tutto pur di riprendere il controllo di una stazione appaltante che dovrà realizzare opere per decine di milioni di euro e di una spa che si è dimostrata una formidabile macchina clientelare a spese dei cittadini. Quelli che ci han fatto bere acqua avvelenata e ci hanno fatto fare il bagno tra gli escrementi oggi festeggiano la vittoria.

Il buongiorno si vede dal mattino: con tutti i problemi di inquinamento che ci sono questi signori come primo atto decidono di chiudere la breve stagione dell’amministratore unico e di fare un bel consiglio d’amministrazione. Alè si ricomincia.

P.S. I 32 sindaci che hanno votato sotto dettatura dalfonsiana (ma il PD non polemizza con il direttorio grillino?):

Abbateggio, Alanno, Bolognano, Bucchianico, Caramanico Terme, Castiglione a Casauria, Cugnoli, Fara Filiorum Petri, Farindola, Francavilla al Mare, Lettomanoppello, Loreto Aprutino, Miglianico, Montebello di Bertona, Montesilvano, Nocciano, Ortona, Penne, Pescara, Pietranico, Pineto, Pretoro, Roccamontepiano, Roccamorice, San Giovanni Teatino, San Valentino AC, Silvi, Spoltore, Tollo, Torre de’ Passeri, Vicoli, Villa Magna

 Maurizio Acerbo Segreteria nazionale Rifondazione Comunista

Marco Fars Segretario Regionale Rifondazione Comunista

Corrado Di Sante Segretario Provinciale Rifondazione Comunista Pescara

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