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Scuola Abruzzo. Senza precari metà dei plessi con i cancelli chiusi. Il governo Draghi odia i lavoratori, mancate assunzioni e via libera ai licenziamenti: Abruzzo penalizzato!

Ancora una volta tra un mese, il 13 settembre, a garantire la riapertura delle scuole in Abruzzo sarà un esercito di precari, senza i quali tra dirigenti, personale di segreteria, tecnici, collaboratori scolastici e docenti metà dei plessi scolastici rimarrebbero con i cancelli chiusi, lasciando migliaia di studenti senza la prima campanella.

È vergognoso quanto hanno denunciato le organizzazioni sindacali. In Abruzzo, rispetto ai posti vacanti verrà immesso in ruolo meno del 50% del personale  ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) su 637 disponibilità sono solo 279  le assunzioni a tempo interminato . Inoltre mancano 22 presidi e 41 direttori amministrativi su un totale di appena 193 istituzioni scolastiche.

Anche per i docenti le cose non vanno meglio. La lotteria digitale dell’assunzioni in ruolo lascerà scoperte tantissime classi e ancora una volta ci saranno studenti e studentesse che dovranno attendere settimane per aver assegnati tutti gli insegnanti per ciascuna materia, ed è certo che in tantissimi perderanno l’insegnante dell’anno precedente.  È gravissimo che non si sia riusciti neppure a stabilizzare i docenti di sostegno, solo in Abruzzo saranno infatti 2494 quelli ancora una volta precari. Non solo le mancate assunzioni ma tra organico di fatto e personale covid  anche in Abruzzo ci saranno migliaia di altri precari, insomma se il 13 settembre suonerà la campanella e si avvierà il nuovo anno scolastico questo sarà possibile solo grazie al precariato.

Per il terzo anno scolastico consecutivo la scuola farà i conti con la pandemia e il governo Draghi come i precedenti nulla ha fatto per smantellare le classi pollaio, ovvero ridurre il numero di alunni per classe, una misura che sicuramente avrebbe garantito non solo le misure di prevenzione anti- covid ma soprattutto la possibilità di poter fare scuola per tutte e tutti dedicando a ciascuno le giuste attenzioni, per una scuola di qualità. La scuola non è un parcheggio per i figli dei lavoratori, la scuola è un diritto costituzionale fondamentale.

Il governo Draghi odia i lavoratori, tra mancate assunzioni e via libera ai licenziamenti, anche la nostra regione paga un prezzo altissimo sul piano della povertà sociale e educativa. Le larghissime intese dalla Lega al PD passando per 5 stelle servono a far pagare le crisi ai lavoratori. I parlamentari abruzzesi, i consiglieri regionali battano un colpo, senza scuola non c’è futuro, senza lavoro non c’è comunità.

Rifondazione Comunista ribadisce la necessità impellente di ridurre il numero degli alunni per classe dai 25/30 attuali a 15 e di procedere ad un massiccio piano di assunzioni nella scuola e nel pubblico impiego dove mancano complessivamente 1 milione di posti di lavoro. Se i soldi del Recovery Plan non servono per assumere, per cosa li utilizzeremo? Per assistete  (im)prenditori e multinazionali che de localizzano e licenziano?

 

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

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