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La sanità pubblica ti salva la vita, la cattiva politicati mette a rischio.

DAL 2008 ALL’INIZIO DELLA PANDEMIA TAGLIATO IL 60% DELLE TERAPIE INTENSIVE, DA 233 A 94.

CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA ARTEFICI DELLA DISTRUZIONE.

Il Piano Sanitario 2006-2008 della Regione Abruzzo disponeva ben 233 posti letto di Terapia Intensiva. Ad inizio pandemia, a febbraio 2020, erano diventati appena 94. In 12 anni un taglio netto del 60%. Un risultato frutto delle scelte dissennate sia dei governi nazionali da Monti in poi, sia della Giunta Chiodi (centrodestra) e sia della Giunta D’Alfonso (centrosinistra). Una distruzione progressiva che dovrebbe zittire e far vergognare sia la compagine di Marsilio sia il PD. Marsilio e Verì più che tagliare i nastri a favore di telecamera in questi giorni, dovrebbero solo chiedere scusa agli abruzzesi.

Nella tabella si evidenziano le riduzioni già effettuate tra il 2006 e il 2008 in maniera massiccia soprattutto a danno del pubblico. Senza tornare sui fatti della Sanitopoli abruzzese, le cui nostre denunce sono note, è evidente che dal 2008 in poi si è fatto anche peggio facendo piombare la sanità nel baratro attuale.

Abbiamo affrontato la prima ondata con una disponibilità massima emergenziale di 130 posti letto di Terapia Intensiva, la secondo ondata è partita con una disponibilità di 119 posti letto. Il picco di ricoveri in terapia intensiva nella prima ondata è stato di 75, nella seconda ondata di 91, e in queste ore l’ospedale civile di Pescara è costretto per saturazione a richiedere ricoveri fuori regione, stessa sorte per l’ospedale di Chieti. Oggi i posti in terapia intensiva totale secondo l’Agenas sono 215, il tasso di occupazione è superiore al 40%. Un numero ancora inferiore a quello del 2008 nonostante Commissari Straordinari, procedure di emergenza e un fiume di denaro pubblico. Dopo anni di tagli non bastano i posti letto  ed ovviamente serve anche il personale medico sanitario che le 4 Asl faticano a reperire a seguito di mancano turn-over, esternalizzazioni e maggiori carichi di lavoro per piante organiche ridotte. Non basta un posto letto per avere il massimo delle cure necessarie, serve personale motivato e non sottoposto da mesi a carichi di lavoro massacranti sia emotivamente che fisicamente. Per questo come Rifondazione Comunista rilanciamo la nostra campagna per un piano immediato di 500.000 assunzioni nel pubblico impiego.

La pandemia è una cartina di tornasole. Le politiche “lacrime e sangue” hanno messo a rischio le vite umane perché in nome del “rigore”, delle “privatizzazioni”, del “blocco delle assunzioni” al momento del bisogno non c’era un numero sufficiente di terapie intensive per fronteggiare al meglio la crisi sanitaria. Come Rifondazione Comunista rivolgiamo un accorato invito a tutte le Associazione di Categoria che continuano a inveire contro il “Lockdown” di schierarsi con noi per la sanità pubblica e per l’aumento della spesa pubblica per la medicina territoriale. Con i posti letto in terapia intensiva del 2008 avremmo contato sulle dita di una mano le settimane di superamento della soglia del 30% e in ogni caso si sarebbe potuto fare lo sforzo per incrementare i posti disponibili affinché la soglia di allarme rimanesse inviolata. Se l’Abruzzo ha il record di settimane trascorse in zona rossa è perché quella soglia l’abbiamo superata più volte e per lungo tempo sia nella prima che nella seconda ondata e sarà difficile aumentare ulteriormente i posti disponibili.

 

Il grafico riporta l’andamento dell’occupazione dei posti letto di terapia intensiva dal marzo 2020 ad oggi. La soglia di rischio di occupazione Terapie Intensive (T.I.) è fissata al 30% dei posti disponibili ed è una delle componenti fondamentali per la definizione delle restrizioni ovvero, zona gialla, arancione e rossa. Le linee orizzontali evidenziano le soglie di rischio. È del tutto evidente che con i posti letto di Terapia Intensiva del 2008 (linea verde chiaro) la soglia sarebbe stata superata pochissime volte. Alla linea verde chiaro abbiamo sommato i posti letto aggiuntivi creati dal Piano Arcuri producendo una nuova soglia di rischio in azzurro che evidenzia come si poteva evitare quasi in maniera assoluta il congestionamento delle terapie intensive. Viceversa la riga rossa evidenzia la soglia con la quale abbiamo affrontato la prima ondata, la linea arancione il dato di partenza della seconda ondata secondo le stesse dichiarazioni del Presidente Marsilio e la linea verde scuro il dato attuale ancora al di sotto del 2008 pur sommando tutti gli sforzi del Piano Arcuri e quanto altro attivato.                                                    Origine dei dati: Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile per la Regione Abruzzo

In ultimo i posti letto di terapia intensiva, nel 2008 come oggi, sono per la quasi totalità all’interno di strutture ospedaliere pubbliche. Quando ci sono le emergenze a salvare la vita delle persone ci pensa la sanità pubblica non quella privata. La ragione è molto semplice, il privato sceglie i posti letto più remunerativi, dalla diagnostica alla riabilitazione alla sanità residenziale, difficile trovare un pronto soccorso privato! Solo Rifondazione Comunista ha avuto ed ha il coraggio ieri come  oggi di denunciare che ogni taglio di posti letto del pubblico a fronte di “favori” alla sanità privata è un danno per la salute di tutti i cittadini.

Il virus ha avuto gioco facile trovando un sistema sanitario distrutto, dopo un anno di vuoti appelli e proclami, bisogna smetterla di giocare con le vite umane e fare l’unica cosa che consente di far “respirare” ospedali e personale sanitario, abbattere la curva dei contagi e dei decessi, un vero lockdown. È da imbecilli perseverare!

 

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

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