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RU486: basta criminalizzare le donne! Marsilio e Verì violenti quanto i manifesti del movimento “Prolife”. Il veleno è dentro le loro teste.

È davvero inquietante che nel mentre a Pescara e forse anche in altre città abruzzesi comparivano vergognosi trotter con messaggi falsi e discriminatori, con l’obiettivo di diffondere disinformazione medico-scientifica rispetto all’aborto farmacologico, Marsilio e Verì emanavano una circolare volta ad ostacolare la somministrazione della RU486 presso i consultori.

Una scelta quella dell’Assessore alla sanità e del Presidente della Regione Abruzzo, contraria a quanto previsto dalle recenti linee guide emanate dal Ministero della Salute con il parere del Consiglio Superiore di Sanità e dell’Aifa. Senza dimenticare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità da anni dichiara che l’aborto farmacologico è sicuro e ne raccomanda la procedura.

Siamo di fronte a provvedimenti fotocopia che Lega e a Fratelli d’ Italia brandiscono contro le donne da nord a sud per becera propaganda.

Si ritiri il provvedimento emanato recependo pienamente le linee guida del Ministero della Salute. Si potenzino i consultori, dopo anni di tagli dissennati di risorse e servizi. Si dia piena attuazione alla legge 194, una norma di civiltà che ha azzerato gli aborti clandestini e salvato davvero la vita delle donne archiviando “mammane” e “ferri della calza”. Rivogliamo quel orrendo passato di oltre 40 anni fa?  

La pillola Ru486 non è un veleno e non mette in pericolo la salute delle donne, è un farmaco approvato. Il veleno è nella testa del movimento “Prolife”, di Marsilio e della Verì che non hanno perso occasione per criminalizzare ancora una volta le donne.

Invitiamo le cittadine e cittadini a segnalare i manifesti comparsi a Pescara all’Istituto dell’Autodisciplina della Pubblicità per il contenuto ingannevole, falso e privo di fondamento medico-scientifico.

Viola Arcuri, Comitato Politico Nazionale Prc-Se

Corrado Di Sante, segretario provinciale Pescara Prc-Se

 

La circolare è stata redatta sotto dettatura delle associazioni anti IVG con l’obiettivo di disattendere le linee guida ministeriali. La conferma arriva da Carola Profeta referente di Fratelli d’Italia e portavoce dell’associazione Pro Vita e Famiglia. La tutela della salute delle donne non c’entra nulla è mera propaganda sul corpo delle donne. Segue comunicato. della  sig.ra Profeta.

<<A novembre avevo chiesto, personalmente, un incontro con l’#Assessore alla #Sanità della #Regione #Abruzzo dott. ssa #NICOLETTAVERÌ, su invito dell’ associazione Pro Vita e Famiglia per proporre di diramare una circolare che andasse nel senso opposto alle linee guida del Ministro Speranza che aveva eliminato il ricovero per chi assumeva la RU486.

Oggi finalmente la Regione Abruzzo prende atto della nostra proposta che va esattamente nella direzione di applicare l’art 1 della legge 194 e dirama “una forte raccomandazione” alle varie ASL e ai vari consultori affinche’ l’interruzione farmacologica di gravidanza con utilizzo di mefipristone e prostaglandine sia effettuata preferibilmente in ambito ospedaliero e non presso i consultori familiari”.
È un primo importante passo nella tutela della vita e della dignità della donna.
Dispiace un po’ vedere che nella nota stampa non c’ è rifermento del fatto che la proposta viene da una referente del Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e Valori di Fratelli d’Italia e portavoce per Pescara dell’ associazione Pro Vita e Famiglia, ma non fa niente, a noi interessa il fine che è quello di tutelare la vita umana.>>

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