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Tre morti Sabino Esplodenti: non basta il cordoglio, come è applicata la Direttiva Seveso sul rischio di incidenti rilevanti in Abruzzo?

In regione 23 gli impianti più rischiosi per lavoratori e cittadini.

GUARDATE BENE LA DATA DELL’IIMMAGINE 9 OTTOBRE 2008

La tragedia avvenuta ieri alla Sabino Esplodenti a Casalbordino che è costata la vita a tre operai è l’ennesimo incidente che avviene in Abruzzo in un impianto a rischio di incidente rilevante (la cosiddetta Direttiva Seveso) sottoposto, almeno sulla carta, a regole stringenti sulla prevenzione e gestione appunto degli incidenti.
Questi incidenti, infatti, non devono accadere. Non basta esprimere il cordoglio alle famiglie delle vittime ma bisogna anche chiedersi come evitare simili tragedie.

In Abruzzo negli anni sono emerse gravissime falle nell’applicazione della Direttiva Seveso e delle norme italiane di recepimento (in ultimo il D.lgs.105/2015). Penso al caso dei laboratori di fisica del Gran Sasso e, nel chietino, a quelli dello stoccaggio Stogit di Cupello, vicino a Vasto, per i quali i Piani di Emergenza Esterni sono stati predisposti dalle prefetture solo dopo gli esposti delle associazioni e dopo anni di omissioni.
La Direttiva Seveso si basa su tre documenti fondamentali. Il rapporto di sicurezza, che descrive l’impianto, le sostanze utilizzate ed evidenzia i possibili scenari di rischio. Viene approvato dal CTR Regionale presieduto dai Vigili del Fuoco e deve essere aggiornato ogni 5 anni.
Dal Rapporto di Sicurezza derivano il Piano di Emergenza Interno, destinato ai lavoratori, e il Piano di Emergenza Esterno, redatto dalla Prefettura e rivolto alla popolazione. Il primo deve essere elaborato assicurando la costante partecipazione dei lavoratori; il secondo dei cittadini. Entrambi devono essere aggiornati almeno ogni tre anni.

Il Piano di Emergenza Esterno, sulla base dell’Art.23 comma 6 del D.lgs.105/2015, deve ricevere massima divulgazione tra la popolazione che deve sapere cosa fare in caso di incidente. Deve essere pubblicato sul sito WEB dei comuni interessati con la massima visibilità. In queste ore sono andato sul sito del Comune di Casalbordino ma non sono riuscito a trovarlo. neanche con il motore di ricerca in google. A questo punto mi è venuta spontanea una domanda: esiste? È aggiornato? Spero che ci sia ma, in ogni caso, dovrebbe essere facilmente reperibile da qualsiasi cittadino anche non esperto di internet.

Anche le prefetture dovrebbero fare il massimo per sensibilizzare la popolazione sul tema della sicurezza: purtroppo sul sito della Prefettura di Chieti devo constatare che la pagina sui Piani di Emergenza Esterni è ferma al 2008 (!).
Mi chiedo, poi, se il Rapporto di Sicurezza per la Sabino Esplodenti esiste ed è stato approvato? Se sì, è aggiornato secondo la tempistica dettata dal D.lgs.105/2015 e, cioè, almeno ogni 5 anni? Quali contenuti ha?
Il Piano di Emergenza Interno per la Sabino Esplodenti esiste ed è stato approvato? Se sì, è aggiornato secondo la tempistica dettata dal D.Lgs.105/2015 e, cioè, ogni 3 anni? È stato aggiornato, come impone l’art.20 comma 3 del D.lgs.105/2015 “previa consultazione del personale che lavora nello stabilimento, ivi compreso il personale di imprese subappaltatrici a lungo termine, ad intervalli appropriati, e, comunque, non superiori a tre anni. La revisione tiene conto dei cambiamenti avvenuti nello stabilimento e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di incidente rilevante.”?
Non mi dilungo, poi, sugli altri obblighi derivanti dal D.lgs.105/2015 come esercitazioni (sia per il pubblico sia per i lavoratori), ispezioni, reporting da parte degli enti pubblici. Sono stati rispettati?
Spero che l’inchiesta della Procura di Vasto faccia luce su tutte le questioni che direttamente o indirettamente possono aver giocato un ruolo sulla vicenda e spero che tutto sia in regola.
In generale ritengo che in Abruzzo la questione della direttiva Seveso sulla prevenzione degli incidenti sia assolutamente sottovalutata da parte di prefetture, comuni e altri organi della pubblica amministrazione quando vi dovrebbe essere non solo un’applicazione ferrea degli obblighi, delle tempistiche, ecc ma anche una gestione pro-attiva del rischio assieme a cittadini e lavoratori.

Qui l’elenco di tutti gli stabilimenti a rischio in Abruzzo (elenco del Ministero dell’Ambiente aggiornato al settembre 2020).

Concludo ricordando che della Sabino Esplodenti Rifondazione Comunista si era occupata già nel 1994 con un’interrogazione alla Camera (primo firmatario Totò Saia) riguardante una partita di T4.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea

2 comments

  1. Antonio

    Il PEI ed il PEE, ci sono e sono aggiornati.il personale è sempre formato,con continue prove di evacuazione e spegnimento incendi.purtroppo è successa una tragedia e la magistratura farà le proprie indagine sperando di arrivare al più presto alla verità.daltro canto bisogna dire che da più di 50 anni questa azienda da da lavorare a circa 70 famiglie,con una percentuale di incidenti nettamente inferiore alla media nazionale.ma chissà perché quando si parla della azienda dove lavoro e faccio il delegato sindacale,tutti si chiedono che sia tutto a posto,cosa che nn succede per altre aziende molto meno pericolose sulla carta ma che sfornano infortuni e morti alla grande.sono stato un tesserato di rifondazione fino a quando nel mio paese era presente un circolo,ma sinceramente, non mi è piaciuta questa sua denuncia.
    Per ultimo,la nota che riguardano fatti avvenuti negli anni 90 riguardante il T4, sono proprio di una bassezza unica.

  2. Rifondazione Abruzzo

    Gli accertamenti degli inquirenti vanno confermando quanto avevamo segnalato come Rifondazione Comunista e Forum H20 all’autorità giudiziaria http://www.rifondazioneabruzzo.org/?p=2977

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