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Aca. Rifondazione scrive all’anticorruzione. L’Ing. Livello condannato e premiato con le funzioni del direttore generale!

Rifondazione Comunista ha più volte denunciato la malagestione ventennale dell’azienda acquedottistica Aca SpA, il “partito dell’acqua” e i tentativi di privatizzazione a cominciare dalla trasformazione dell’Aca da ente pubblico a società per azioni di diritto privato. Nel tempo sono nate numerose inchieste, che hanno coinvolto non solo il consiglio di amministrazione occupato dai vari politicanti di centrodestra e centrosinistra, ma anche i dirigenti dell’azienda.  A conferma della gravità e del danno arrecato, l’Aca SpA è in concordato preventivo. Oggi la malagestione la pagano i cittadini in bolletta.

L’attuale dirigente tecnico e vicedirettore, l’ing. Lorenzo Livello, con l’”accantonamento” di Bartolomeo Di Giovanni, erediterà anche le funzioni di direttore generale. L’Ing. Livello lo scorso anno ha riportato una condanna in I° grado a 3 anni, con interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, nonchè la condanna a risarcimento dei danni a favore della parte civile ACA, che dovrà essere quantificato in sede civile. Il processo per tangenti e appalti truccati nato dell’inchiesta Shining Light ha decretato anche la condanna per l’ex presidente dell’Aca Ezio De Cristoforo (PD). Inoltre l’Ing. Livello sempre con sentenza di I° grado, è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi di reclusione per il reato di adulterazione o contraffazione di sostanza alimentari in riferimento all’acqua, in un ‘altro procedimento.

Per queste ragioni abbiamo ritenuto opportuno segnalare la vicenda al responsabile anticorruzione dell’Aca Toni Castricone, ex parlamentare del PD e all’ Autorità Anticorruzione nazionale (Anac), affinchè sulla vicenda si possa fare luce e chiarezza.

È stupefacente che il Cda presieduto dal’Ing.ra Giovanna Brandelli non abbia sollevato dubbi sugli incarichi dirigenziali dell’Ing. Lorenzo Livello. Certamente non c’è da stupirsi di queste scelte, in un Cda nel quale siede ancora Donato Di Matteo, ex consigliere regionale del PD e presidente dell’Aca SpA fino al febbraio 2005. Donato Di Matteo ebbe bellamente a dichiarare di non leggere le lettere indirizzate al suo ente nelle quali già nel 2004, ARTA e ASL allertavano il gestore acquedottistico presieduto da Di Matteo appunto, della contaminazione dei pozzi S. Angelo, situati a valle del polo chimico di Bussi, pozzi chiusi ad agosto 2007 solo grazie al Commissario Goio e alle mobilitazioni del Forum H20 e Rifondazione.

Scarsa trasparenza, 55% di perdite idriche (è più l’acqua che si perde che quella che arriva nelle case), libri contabili in tribunale, ex presidenti e dirigenti sotto processo, prebende per ex politicanti: l’Aca è davvero un pozzo senza fondo del malcostume a cui i comuni soci hanno affidato la gestione di milioni di euro di appalti pubblici e l’intero servizio idrico di 64 comuni e 450.000 cittadini.

Noi siamo convinti che l’Aca, a 9 anni dal referendum vittorioso sull’acqua pubblica, da Società per Azioni debba essere ripubblicizzata, tornare Azienda Pubblica Consortile, e che servano trasparenza e partecipazione popolare nel controllo e nella gestione. Chi ha determinato il fallimento dell’Aca negli ultimi 20 anni non può continuare a ricoprire incarichi dirigenziali.

 

Barbara Toppi

Consigliera comunale Manoppello

Corrado Di Sante

Segretario Provinciale Partito della Rifondazione Comunista

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