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LA MORTE È SICURAMENTE UN PUNTO DI NON RITORNO LA RISPOSTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA A CONFINDUSTRIA ABRUZZO.

 Il fermo produttivo rischia di determinare, per molte imprese abruzzesi, un punto di non ritorno” ha dichiarato Marco Fracassi presidente di Confindustria Abruzzo. A queste parole rispondiamo: “la morte è sicuramente un punto di non ritorno”.

I contagi crescono e il sistema sanitario nazionale e in particolare quello abruzzese sono in enorme sofferenza. È chiaro che nelle 4 Asl abruzzesi abbiamo tutti i letti per le terapie intensive già occupati e che medici, infermieri e tutto il personale di supporto ospedaliero sono in costante emergenza da 2 settimane? Chi non se ne rende conto è un incosciente.

Le priorità, ora, sono fermare il contagio e supportare il sistema sanitario nazionale e regionale. Per tenere in piedi produzioni non essenziali si rischia di vanificare quanto fatto finora, di sottrarre dispositivi di sicurezza al sistema sanitario e alle produzioni essenziali, di innescare nuovi contagi.

Noi non vogliamo una Bergamo in ogni provincia d’Italia. È fondamentale fermare le produzioni non essenziali e mettere in sicurezza tutto il resto, coscienti che il rischio zero non esiste, per 2 settimane, 15 giorni, non stiamo chiedendo la Luna!

Se il governo non è in grado di fermare le produzioni non essenziali e mettere in sicurezza i lavoratori delle filiere dei beni di prima necessità e della sanità, se Confindustria insiste in questa follia, saranno gli scioperi a fermare le produzioni per difendere il diritto alla salute di tutti, industriali compresi.

Marco Fars, Segretario regionale PRC-SE Abruzzo

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Segue comunicato nazionale a firma Maurizio Acerbo, Partito della Rifondazione Comunista

Decreto “chiusure” è una presa in giro, sciopero per la salute

La speranza di milioni di lavoratori e lavoratrici impiegati in attività economiche non essenziali di poter restare a casa a tutela della salute propria e dei loro cari, è stata frustrata.

Gravissime le decisioni del governo che appena sabato aveva promesso, dopo colpevoli ritardi, provvedimenti centrati sulla difesa della salute e della vita prima di tutto e invece ha ceduto su tutta la linea alle pressioni degli industriali.

Il concetto di “essenziale” è stato letto dal punto di vista degli affari e così l’elenco delle attività consentite si gonfiato in modo abnorme e ingiustificabile: dall’aerospazio agli studi professionali, dagli alberghi alla gomma, dall’industria militare all’estrazione del carbone.

Così milioni di persone si trovano a vivere una doppia vita: il sabato e la domenica, come cittadini, per difendersi dal contagio non possono nemmeno fare due passi nel parco, il lunedì come lavoratori affolleranno autobus e tram e andranno a lavorare esponendo sé stessi e vanificando le misure ci contenimento del contagio sull’insieme della popolazione.

Non ha insegnato niente il caso di Bergamo in cui proprio per il prevalere della logica del profitto ad ogni costo si è lasciato crescere irresponsabilmente il numero dei contagi  prima istituendo  la zona rossa e poi  continuando le attività produttive come nulla fosse?

Il Presidente Fontana, corresponsabile della strage di Bergamo, lascia agli industriali lombardi la decisione su come autoregolamentarsi.

Di fronte a tanta interessata irresponsabilità invitiamo i lavoratori delle produzioni non indispensabili per la salute e l’esistenza nel nostro paese a scioperare per obbligare al governo a mettere davvero al primo posto il diritto costituzionale alla salute e alla vita e fermare definitivamente le attività.

Il servizio sanitario nazionale, il cui ruolo tutti oggi celebrano dopo aver passato anni a smantellarlo, fu conquistato con anni di scioperi dalla classe lavoratrice.

Contro la presa in giro auspichiamo che tutti i sindacati indicano lo sciopero. 30 anni di arroganza di Confindustria ci hanno fatto regredire.

La salute, la sicurezza, la vita prima dei profitti!

 

 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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