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A BRESCIA OGGI È MORTA UNA COMMESSA. SOLIDARIETÀ E RINGRAZIAMENTO AI LAVORATORI DELLA PICCOLA E GRANDE DISTRIBUZIONE.

CHIEDIAMO CONTROLLI A TAPPETO PER EVITARE CHE SI LAVORI SENZA PROTEZIONI.

SINDACI, ASL E PREFETTURE DIANO SEGUITO A RICHIESTE SINDACATI E CONFCOMMERCIO E VIGILINO SU SANIFICAZIONE PUNTI VENDITA E RISPETTO MISURE DI SICUREZZA DPCM 11 MARZO 2020

Sciopero dipendenti Carrefour. Torino 17 marzo 2020. “Senza mascherine non entriamo”.

Oggi a Brescia è morta la commessa di un supermercato. I contagi e le quarantene che crescono anche tra gli addetti dei supermercati sono una prova della necessità di un intervento urgente.
Rifondazione Comunista esprime enorme ringraziamento e solidarietà ai lavoratori della piccola e grande distribuzione che, senza soste e troppo spesso in condizioni limite e a rischio, stanno provvedendo a garantire i beni di prima necessità alla cittadinanza.

Sabato 14 marzo abbiamo scritto a sindaco, prefetto, Asl, Ispettorato e procura di Pescara mettendo in luce le criticità e le violazioni del DPCM 11 marzo 2020 che le lavoratrici e i lavoratori riscontravano in alcuni discount invitando gli organi preposti ad agire ed intervenire sul mancato rispetto delle misure anti-contagio.

Cosa è stato fatto nel frattempo, in considerazione anche dell’aumento dei casi di contagio, in questo ambito?  Poco o nulla. Pertanto raccogliamo il grido di allarme dei lavoratori e rilanciamo le proposte delle segreterie territoriali di FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS inviate a tutti i sindaci e al presidente della Regione Abruzzo giovedì 19 marzo.

Rifondazione Comunista si unisce alla richiesta dei sindacati e di Confcommercio Pescara affinché i sindaci, tramite ordinanza, impongano al settore commercio (attività consentite dal DPCM 11 marzo) e ristorazione (stradale ed autostradale) la chiusura domenicale e l’apertura dal lunedì al sabato con orario massimo giornaliero di 10 ore. La chiusura delle attività alla domenica permetterebbe alle aziende di igienizzare e sanificare le superfici commerciali che in questi giorni sono state prese d’assalto dai cittadini/consumatori. La chiusura degli esercizi alla domenica permetterebbe alle lavoratrici e ai lavoratori di allentare la tensione di queste ultime settimane potendo restare almeno la domenica in famiglia. Misure pienamente in linea con i provvedimenti contenimento del contagio.

Spiace constare che i sindaci di Pescara e Montesilvano, nelle ultime ordinanze abbiano dimenticato o facciano finta di non vedere un flusso di donne e uomini che giornalmente si muovono per recarsi a lavoro per produzioni non essenziali, che andrebbero fermate. E che gli stessi sindaci abbiano ignorato le richieste puntuali dei sindacati per la tutela e la sicurezza dei lavoratori che stanno garantendo a tutti noi l’approvvigionamento dei beni di prima necessità.

Masci e De Martinis infatti per le attività commerciali hanno previsto l’obbligo di contingentare ingressi, mantenere distanza di un metro e la fornitura dei Dpi ai dipendenti, ma nulla rispetto alle richieste di riduzione degli orari di apertura e su controlli e sanzioni. Grave che nell’ordinanza del comune di Montesilvano e di Pescara si consenta l’apertura giornaliera dalle 7 alle 21 ovvero ben 14 ore. 7 giorni su 7 e 4 ore in più ogni giorno rispetto alle richieste dei sindacati.

Inoltre occorre che le autorità competenti per tutelare la comunità e i lavoratori concentrino l’attenzione sulle misure di sicurezza all’interno degli esercizi commerciali aperti. È grave che molte aziende non abbiano ancora provveduto al pieno rispetto delle disposizioni di legge per la riduzione del contagio e la tutela dei lavoratori attraverso la sanificazione delle superfici, la distribuzione e periodica sostituzione di guanti e mascherine, il rispetto della distanza tra le casse e tra operatore e cliente, l’installazione di pannelli plexiglass per proteggere gli addetti alla cassa. Servono controlli, sanzioni e la chiusura delle aziende che non sono in grado di garantire dispositivi di sicurezza e misure di prevenzione. Particolare attenzione va rivolta alle catene dei discount. I lavoratori degli Eurospin sono già in stato di agitazione proprio per le gravi condizioni in cui si trovano a lavorare in tutta la regione. Facciamo un plauso agli esercizi commerciali e alle catene che hanno accolto le richieste dei sindacati e provveduto a garantire le dovute misure di sicurezza   per clienti e lavoratori. Per evitare condotte sleali è bene che i sindaci provvedano ad uniformare su tutti i territori orari, obblighi e controlli.

È davvero ipocrita la stretta sui comportamenti individuali contro i “passeggiatori” con e senza guinzaglio, con forti limitazioni alla libertà personale di dubbia costituzionalità e applicabilità, se poi si continua ad ignorare la condizione di tutti coloro che ogni giorno sono costretti a muoversi per recarsi a lavoro. Siamo sicuri che i lavoratori in questa condizione sono molto, molto di più dei passeggiatori. Sindaci e autorità si diano una mossa.

Invitiamo le cittadine e i cittadini a boicottare tutte le attività commerciali in cui non siano garantite protezioni ai dipendenti.

La vita umana e il diritto alla salute vengono prima del profitto di chiunque.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara

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