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LA DISSOLUZIONE DELLA PREVENZIONE È CRIMINALE QUANTO CHI INCENDIA.

Partito della Rifondazione Comunista – Comitato Regionale Abruzzo 

Comunicato stampa 01 settembre 2017

Il fuoco che tragicamente ha attanagliato l’Abruzzo in questi giorni fa il paio con l’emergenza neve vissuta questo inverno. In entrambi i casi la quasi totale assenza di strumenti di prevenzione e pianificazione, la distruzione del welfare, la privatizzazione delle emergenze e la dissoluzione degli strumenti di tutela del nostro territorio, sono una colpa dolosa quanto l’atto criminale degli incendiari.

Fortunatamente l’autorganizzazione popolare e lo spirito della nostra gente ha lavorato per contenere i danni e non si dovrà mai smettere di ringraziare tutti coloro che sono saliti in montagna rimboccandosi le maniche. Un plauso anche ai lavoratori delle organizzazioni (vigili del fuoco, protezione civile, ecc.) impegnate senza tregua e con scarsi mezzi. L’arrivo della pioggia forse chiuderà questa immane catastrofe per la nostra terra, ma non assolve Governo e Regione dalle proprie inadeguatezze e scelte scellerate.

Di fatto la Regione per citare una nota canzone si costerna, s’indigna, s’impegna poi  getta la spugna con gran dignità” .

È chiaro ormai che l’incendio che sta devastando il monte Morrone è colpevolmente alimentato dai ritardi irresponsabili di enti e istituzioni, dalla assoluta mancanza di un piano regionale adeguato di prevenzione incendi, dalla evidente impreparazione di fronte alla emergenza e dai torbidi e diffusi interessi che ruotano intorno alla privatizzazione delle calamità.

Un quadro desolante reso drammatico dall’azione di veri e propri criminali che, pare agiscano seguendo un disegno sistematico come dichiarato dallo stesso procuratore Bellelli.

Una destrutturazione criminosa è stata quella del Corpo forestale dello Stato, che gli stessi vertici della protezione civile, arma dei carabinieri e vigili del fuoco hanno ammesso richiamando d’urgenza il personale “esperto” degli ex forestali per coordinare le squadre di volontari. Di fatto un atto di resa delle istituzioni dinanzi all’emergenza.

Se a livello nazionale è stata grave la destrutturazione del Corpo forestale, addirittura clamorosa è l’inadeguatezza della Regione. La protezione civile nazionale aveva denunciato a giugno l‘impreparazione della nostra regione vista la mancanza in Abruzzo di una flotta aerea contro gli incendi boschivi. Solo grazie alle denunce del Forum dei Movimenti per l’acqua, Nuovo Senso Civico e dei sindacati è stata firmata una misera convenzione con i Vigili del Fuoco. Da 0 si è passati a 1 elicottero!

Entrambi questi esempi illustrano chiaramente cosa si intende per dissoluzione dei sistemi di prevenzione ed emergenza, colpevolmente perseguiti tanto da centrodestra che da centrosinistra con la scusa della mancanza di soldi. Soldi che per aiutare le banche, poi, li trovano sempre.

È ridicolo che D’Alfonso pontifichi di cambiamento climatico nel mentre il suo Masterplan è un manifesto della preistoria delle infrastrutture, per la mole di investimenti su impianti di risalita e su opere non prioritarie, inutili, costose e in zone a rischio. Ci sono tanti esempi che evidenziano come l’intero Masterplan, in gran parte, al posto di prendersi cura del territorio (unica vera opera pubblica) è strutturato per continuare a ferire il territorio sprecando risorse.

Risultano, inoltre, sconcertanti a disastro in corso le supercazzole e le forzature del presidente D’Alfonso sui rimboschimenti veloci, vietati per legge nei 5 anni successivi agli eventi proprio per disincentivare il business delle piantumazioni boschive. Appare inquietante che il vertice delle istituzioni regionali non si accorga, così facendo, di correre il rischio di alimentare gli appetiti criminosi

Ci auguriamo che dopo anni di dominio di deregulation e liberismo si torni finalmente a parlare di pianificazione pubblica dell’economia e a ricostruire un intervento dello Stato sulla prevenzione tutela e salvaguardia del nostro Appennino, ad oggi abbandonato a sé stesso di fronte a terremoti, frane, neve e incendi.

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

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