«

»

CANNABIS TERAPEUTICA IN ABRUZZO: DOPO UN COLPEVOLE RITARDO DI DUE ANNI E MEZZO D’ALFONSO E PAOLUCCI STRAVOLGONO PURE LA LEGGE, COMUNQUE UN PRIMO PASSO.

cannabisMeno male che lo slogan era “regione veloce“. Ci hanno messo due anni e mezzo a fare il decreto attuativo di una legge che hanno ereditato. L’hanno fatto pure male. Comunque è un passo in avanti: grazie alla nostra legge tanti malati potranno avere finalmente accesso gratuitamente a farmaci a base di cannabinoidi.

Non ho fatto in tempo a gioire per la pubblicazione del decreto attuativo della mia legge sulla cannabis terapeutica che mi è toccato constatare che D’Alfonso e Paolucci hanno stravolto e ristretto la portata del provvedimento legislativo che è tuttora considerato il più avanzato in Italia. Dopo un ritardo ingiustificabile di 2 anni e mezzo D’Alfonso e Paolucci hanno proceduto, senza alcun confronto e dibattito pubblico con chi si occupa da anni di queste cose, a un intervento che contrasta con la legge. Hanno ricevuto in eredità un’ottima legge e dopo averla lasciata dormire nei cassetti ora ne limitano l’applicazione. Il decreto è illegittimo e contiene una discriminazione di medici e pazienti che nella legge non c’è.
Infatti la mia legge prevede che non vi siano limitazioni alla scelta dei medici specialisti che possono prescrivere cure a base di cannabinoidi nè che vi siano limitazioni prescrittive per quanto riguarda le patologie per le quali possano essere prescritti. Per la legge sono gli specialisti a decidere non D’Alfonso e Paolucci!

La legge regionale del 2014 prevede che siano i medici specialisti del nostro servizio sanitario a decidere se un determinato malato ha bisogno di quel tipo di farmaci e preparati. Il comma 2 dell’articolo 2 è chiarissimo: “I medicinali cannabinoidi possono essere prescritti, con oneri a carico del SSR, da medici specialisti del SSR e da medici di medicina generale del SSR, sulla base di un piano terapeutico redatto dal medico specialista”.

Invece D’Alfonso e Paolucci, probabilmente per strizzare l’occhio a settori oscurantisti di cui è espressione anche la ministra Lorenzin, hanno deciso di definire loro nel decreto per quali patologie e quali specialisti possano prescrivere. Da quel che si legge sul loro comunicato il povero Fabrizio Pellegrini rimarrebbe fuori dall’ambito del decreto.
E’ paradossale che io sia riuscito a far passare con una maggioranza di centrodestra – grazie all’intelligenza di consiglieri di quello schieramento come Ricardo Chiavaroli e Walter Di Bastiano – una legge liberale sulla cannabis mentre una giunta PD-Sel prima la boicotta e poi la manomette in maniera illegittima.

Comunque oggi facciamo festa che finalmente, grazie alla nostra legge, tanti malati potranno ricevere cure che finora gli erano precluse. Non escludo possibilità di ricorsi amministrativi e azioni legali da parte di pazienti che rimanessero esclusi sulla base di un decreto che contrasta con la legge.
Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC-Se, ex consigliere regionale Abruzzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>