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D’ALFONSO HA DATO I NUMERI SUL JOBS ACT

Secondo un vecchdalfonso pinocchio_1io detto, “chi va con lo zoppo impara a zoppicare“. D’Alfonso non fa eccezione. A forza di andare a braccetto con un televenditore come il presidente del Consiglio, D’Alfonso ha affinato le sue tecniche di imbonitore.

Accompagnando Renzi in Abruzzo, il presidente della giunta abruzzese la spara grossa sull’occupazione nella nostra regione, quando afferma che “nel 2015, grazie al Jobs act sono stati creati in Abruzzo circa 7.600 posti di lavoro”. Non sappiamo dove D’Alfonso reperisca i dati per la sua propaganda; noi ci fidiamo di più di quelli di istituti ufficiali e leggendo questi si nota una realtà molto diversa dalla narrazione d’alfonsiana. Una realtà che gli abruzzesi conoscono, perchè vissuta drammaticamente sulla propria pelle.

. D’altronde questi dati non meravigliano: l’Abruzzo già a fine dicembre era considerata la regione maglia nera in termini di assunzioni, tanto che il Cresa pareva fare dell’ironia amara nell’affermare che per l’Abruzzo “L’unico dato incoraggiante è che il saldo negativo è in fase di lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti” (sic!).

Nel frattempo invece, stando all’Osservatorio sul precariato dell’Inps, ad essere vertiginosamente aumentato è il ricorso alla forma più odiosa di lavoro precario, quello letteralmente comprato con i voucher. In Abruzzo, nel 2015, sono stati venduti oltre un milione di buoni lavoro del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio, rispetto al 2014, dell’80,9%. Un incremento molto maggiore della media nazionale (+66% in Italia), che pone l’Abruzzo dietro soltanto a Sicilia e Liguria.

Per ora, nemmeno il 2016 lascia sperare in un miglioramento. Secondo i calcoli del Cresa, infatti, dovrebbero registrarsi 630 occupati in più nel primo trimestre di quest’anno. Meglio di niente, certo. Ma davvero un magro risultato, considerando la perdita di posti di lavoro di questi anni (se ne contano a decine di migliaia) e che molto più della metà di quei nuovi posti di lavoro saranno con contratti a tempo determinato o di apprendistato.
In pratica, l’inizio del 2016 sarà ancora all’insegna dell’aumento della precarietà: in realtà è proprio questo il vero risultato del Jobs act, che in Abruzzo sta dando, purtroppo, i suoi frutti velenosi.
Non ci stupisce che D’Alfonso faccia il renziano dato che lo stampo è il medesimo e quel che interessa al presidente della giunta è solo che il governo sia sensibile ai progetti delle imprese amiche. Troviamo invece grave che Sel continui a sostenere un presidente così renziano.

Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC
Marco Fars, segretario regionale PRC Abruzzo

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