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Abruzzo: Lo strano caso del Piano regionale di gestione dei rifiuti

IL RITORNO DI “RE MIDA” DIETRO LA SOSPENSIONE DELLA VAS DEL PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI?

compattatore_oroVisto che lunedì ci sarà un Consiglio Regionale sui rifiuti ci sembra doveroso portare un contributo al dibattito segnalando alcuni fatti.

PERCHE’ E’ STATA SOSPESA LA VAS DEL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI?

La Regione Abruzzo aveva avviato nel giugno 2013 il processo di adeguamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti in ottemperanza della della Direttiva 2008/98/UE che lo imponeva entro il dicembre 2013.

La proposta, formulata dalla Giunta Chiodi nel novembre 2013, perfezionata nell’ottobre 2014 e rimasta nel cassetto della Giunta D’Alfonso, finalmente vedeva la luce della VAS in netto ritardo con l’avviso pubblicato sul BURA N° 47 del 16 Dicembre 2015:

http://bura.regione.abruzzo.it/singolodoc.aspx?link=2015/Ordinario_47_19.html

Per ragioni che non conosciamo però la procedura VAS viene sospesa il 10 febbraio 2016 (questo il comunicato:

Adeguamento Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) – D.D. n. DA/265 del 04.11.2013. Sospensione termini temporali Fase 3 del procedimento VAS

Al fine di aggiornare e completare il documento di adeguamento del PRGR ed Allegati previsti di cui alla L.R. 45/07 e s.m.i., art. 199 e Parte II del D.Lgs. 152/06 e s.m.i., a seguito degli esiti dell’incontro tenutosi in data 03/02/2016 c/o Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), in relazione all’esame della Procedura di Infrazione 2015/2065 per il mancato adeguamento del PRGR, nei termini previsti dall’art. 30 della Direttiva 2008/98/UE si sospende per le motivazioni sopra riportate, i termini temporali della Fase 3 (consultazioni) di cui all’art. 14 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) in scadenza alla data del 16/02/2016, facendo salve la Fase 1 (impostazione/attività di scoping) e la Fase 2 (elaborazione del Rapporto ambientale) già attuate.

http://www.regione.abruzzo.it/portale/index.asp?modello=avvisoSing&servizio=le&stileDiv=sequence&template=default&tom=3726&b=avviso)

Saranno ragioni fondate ma non si capisce perché la Giunta non sia intervenuta prima di avviare VAS e comunque sarebbe interessante conoscerle.

La circostanza appare preoccupante in quanto la Regione è già soggetta a Procedura di Infrazione per il mancato adeguamento del PRGR, nei termini previsti dalla Direttiva 2008/98/UE.

Ovviamente se la sospensione è dovuta solo a aggiornamento dati (cosa strana visto che potevano farlo prima di avviare VAS) è solo segno di negligenza. Altra cosa invece se la motivazione reale della sospensione fosse la modifica della strategia del Piano.

NON E’ CHE BISOGNA RIAPRIRE LE PORTE AL PRIVATO AMICO DEI POLITICI?

Ricordiamo che il PRGR, elaborato durante la Giunta Chiodi, individua negli “Scenari evolutivi della gestione dei rifiuti urbani. Marzo 2014”, tre potenziali bacini regionali autosufficienti per il trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati (RUI), con l’impianto Cirsu SpA funzionale al bacino Teramo-Pescara, quelli Cogesa, Aciam e Segen per L’Aquila e Civeta a Chieti.

tmbSembrerà strano ma il PRGR elaborato al tempo della Giunta Chiodi e sospeso da quella D’Alfonso-Mazzocca dà un obiettivo (molto di sinistra!) per il 2020 della gestione pubblica dell’impiantistica, della completa autosufficienza pubblica.

Probabilmente scottati dall’inchiesta “Re Mida” volevano mostrare un ravvedimento operoso! Si leggano pag. 276 e seguenti:

Nella situazione a regime, grazie all’incremento dei flussi da destinare a recupero, si determinerà la contrazione dei fabbisogni di trattamento del rifiuto indifferenziato.(…) l’offerta impiantistica che sarà resa disponibile grazie agli interventi di adeguamento previsti, ancorchè non omogeneamente distribuita sul territorio regionale, riuscirà, nella situazione a regime, a garantire la pressoché autosufficienza di trattamento a cura del sistema pubblico regionale.

Nel complesso della regione si registreranno, nella situazione a regime, le seguenti disponibilità impiantistiche  e indicava soltanto impianti pubblici: L’Aquila ACIAM SpA – GOGESA SpA – SEGEN SpA, Chieti CIVETA SpA, Teramo CIRSU SpA (Pescara non c’è ma come mostrato nell’immagine sarebbe stata accorpata con Teramo: sulle ragioni per cui a Pescara non c’è impiantistica pubblica è abbastanza facile pensare che la politica non abbia voluto far concorrenza al privato DECO).

http://www.regione.abruzzo.it/xAmbiente/index.asp?modello=schedaRifiuti&servizio=LE&stileDiv=sequence&b=impianti2502&tom=502

Dunque la DECO di Di Zio dopo Rifiutopoli pare che debba uscire dalla programmazione regionale e svolgere un ruolo al massimo solo nella fase transitoria!

DECO COMMISSIONA LE MODIFICHE AL PIANO?

A noi risulta però che la DECO non sia rassegnata a questa sorte e ci sorge il legittimo sospetto – considerati i rapporti tra Di Zio e il centrosinistro dalfonsiano -che la sospensione della VAS possa servire proprio a far rientrare il grande monopolista privato in gioco modificando Piano.

Infatti abbiamo trovato in rete una notizia che conferma nostri sospetti.

È un fatto certo che Agenia srl (vedasi curriculum Elena D’Arrigo) ha redatto uno studio “Predisposizione di un documento strategico su nuovo assetto gestionale per il trattamento e smaltimento dei RUI all’interno della Regione Abruzzo”. E che il committente dello studio sia proprio la DECO.

A tale studio si sarebbe dedicata Elena D’Arrigo negli anni 2014-2015 (dunque quando il piano era già confezionato) e la notizia l’abbiamo trovata proprio sul suo curriculum disponibile on line sul sito dell’Agenia srl.

CHI C’E’ IN AGENIA?

Da informazioni reperibili su internet, Agenia srl è una società di consulenza aziendale che annovera nel team di lavoro Giovanni Caucci, membro del Consiglio di Amministrazione di Picenambiente SpA, società misto pubblica di San Benedetto del Tronto (AP), il cui amministratore delegato, su proposta di Deco SpA, è Alessandro Di Francesco, presidente di AIA SpA, ex socio di Sogesa SpA. Membro del Consiglio di Amministrazione di Picenambiente SpA è anche Giordano De Luca che, ai tempi dell’inchiesta Ecoemme  veniva presentato da Il Centro come “genero di Di Zio ed ex consigliere del cda Ecoemme e della società Ecologica srl” (Pietro Lambertini, Montesilvano, processo Ecoemme al via, Il Centro 17 dicembre 2011). La compagine sociale di PicenAmbiente SpA risulta costituita al 50,41% da 22 comuni della Provincia di Ascoli Piceno, al 25,27% da Eco Nord SpA di Varese, al 21,80 da Deco SpA di Spoltore (PE) e al 2,48% da Seab srl di Chieti.

COSA PREVEDEREBBE IL PIANO “DECO”?

Non ci stupisce che la Deco non voglia passare dal “monopolio della spazzatura” alla gestione socialista progettata dalla Giunta Chiodi e che abbia confezionato modifiche che magari saranno fatte proprie da politici e/o tecnici amici.

Non sappiamo se siano veritiere ma a noi sono state segnalate alcune previsioni contenute nello studio di Agenia srl.

Lo scenario tracciato da Agenia Srl condannerebbe le intere province di Teramo, Pescara e Chieti ad essere letteralmente:

–          private di impiantistica pubblica di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati;

–          dipendenti da Deco SpA in una condizione, sempre più, di assoluto monopolio.

La proposta relegherebbe le Province di Chieti e Teramo ad un semplice ruolo di “discarica” di servizio dell’impianto di Deco SpA.

Da dove abbiamo tratto certi scenari? Da quelli emersi ai tempi dell’inchiesta Rifiutopoli e dalle voci che circolano. A parte l’inceneritore, che ormai è in Molise, vale la pena sottolineare, a distanza di circa cinque anni dell’operazione della Procura di Pescara, che lo scenario avrebbe  molte similitudini con il disegno che fu al centro dell’inchiesta Rifiutopoli finita a tarallucci e vino.

Insomma l’impiantistica DECO tornerebbe in campo e in posizione centrale con l’impianto TMB Deco che avrebbe il monopolio nelle province di Pescara-Teramo e Chieti (ovviamente non ci sarebbe posto per il CIRSU).

Argenia srl. che non è stata incaricata dalla Regione in sostanza smonterebbe e stravolgerebbe quanto indicato dagli studi redatti da OIKOS Progetti srl di Bergamo (società incaricata “ufficialmente” dalla Regione per opera di supporto tecnico-scientifico) e dalle risultanze di “cinque incontri” del Tavolo di concertazione appositamente istituito dalla Regione per l’adeguamento del Piano.

Da quel che ci risulta lo studio di Agenia srl. circola in Regione. Qualcuno lo vuol mostrare ai cittadini?

DECRETO INCENERITORI E ACCORDO CON REGIONE MOLISE

Il 5 febbraio 2016, il sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca ha reso noto, nell’ambito della Conferenza Stato Regioni, la volontà/possibilità di un accordo interregionale con il Molise per l’utilizzo del termovalorizzatore di Pozzilli (IS), gruppo Hera SpA, autorizzato per il trattamento di 100.000 tonnellate.

Non è che l’impianto TMB di Deco SpA dovrebbe produrre secondo lo studio Agenia un quantitativo di CSS che corrisponde a quella cifra?

DOVE SON FINITI FONDI PER IMPIANTISTICA PUBBLICA?

Al fine di adeguare impiantistica pubblica erano stati stanziati dalla Giunta Chiodi un bel po’ di fondi FAS. Sarà casuale ma con la Giunta D’Alfonso ci risulta che siano stati stornati per altri fini. D’altronde se il pubblico non è attrezzato – come accade da sempre in provincia di Pescara – ci si deve rivolgere al privato.

C’è da domandarsi dove si reperiranno i fondi per impiantistica pubblica per il trattamento dei rifiuti se sono stati stornati a più riprese?

Come reperire altre risorse comunitarie se, non avendo approvato l’adeguamento del Piano, non è possibile programmarle ai sensi della normativa europea?

RIASSUMENDO

Non è che il privato escluso dalla gestione dell’impiantistica nel Piano Regionale preparato da Giunta di centrodestra di Chiodi rientra nel Piano con la Giunta D’Alfonso?

Ovviamente in Abruzzo quando parliamo di privato non parliamo di una categoria astratta ma di un gruppo monopolista concreto cioè DECO.

Teniamo a precisare che, come hanno mostrato le numerose e ricorrenti inchieste, il centrodestra non è molto meno amico di Di Zio del PD.

Crediamo utile che in vista o durante il Consiglio Regionale il presidente Luciano D’Alfonso o il sottosegretario Mazzocca ci rassicurino rispetto all’infondatezza dei nostri cupi presagi.

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Partito della Rifondazione Comunista

A cura di Maurizio Acerbo e Corrado Di Sante

 

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