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SEVEL E CARICHI DI LAVORO: LA FIOM HA RAGIONE, COLPEVOLE LATITANZA POLITICA REGIONALE

Comunicato stampa 2 febbraio 2016
 
Gian Maria Volontè  nell'interpretazione di "Lulù" da "La classe operaia va in paradiso di Elio Petri.

Gian Maria Volontè nell’interpretazione di “Lulù” da “La classe operaia va in paradiso di Elio Petri.

Ci sentiamo in dovere di fare un plauso alla Fiom per la dichiarata volontà di coinvolgere la Asl per verificare le ricadute psico-fisiche sui lavoratori Sevel. Insieme ai metalmeccanici della Cgil, da anni denunciamo i rischi a cui i lavoratori sono sottoposti per l’aumento dei ritmi di lavoro, anche a causa dell’applicazione della metrica Ergo-Uas (sulla quale invitiamo a leggere il nostro opuscolo). Ci chiediamo, invece, come fanno i sindacati firmatari del contratto speciale Fiat a non accorgersi che centinaia e centinaia di lavoratrici e lavoratori subiscono una pressione che risulta insostenibile.

E’ bene ricordare che i ritmi di lavoro elevati sono causa di malattie professionali, con danni permanenti all’apparato muscolo-scheletrico e ricadute psichiche per lo stress correlato al lavoro. L’Abruzzo, negli ultimi anni, ha avuto una crescita esponenziale di questo tipo di malattia, che, al di là della fredda statistica, significa per molte lavoratrici e molti lavoratori essere esclusi dal ciclo produttivo per ritrovarsi il danno psico-fisico e la beffa della disoccupazione.

Sono passati quasi due anni da quando Rifondazione Comunista, allora presente in Consiglio Regionale, riuscì a far passare una risoluzione con la quale si faceva notare come malattie professionali e infortuni sono causati spesso da significativi mutamenti dell’organizzazione del lavoro, perseguiti specialmente attraverso: flessibilità, precariato, ritmi produttivi accelerati, processi di esternalizzazione di cui anche Sevel si avvale in maniera rilevante nel suo processo produttivo.

E’ evidente, inoltre, che i ritmi di Sevel sono spesso replicati dalle aziende fornitrici di componenti o servizi, con conseguente generalizzata accelerazione dei ritmi produttivi e conseguente aumento dei rischi di infortunio e malattie professionali su un intero comparto produttivo.

Su questo tema avevamo chiesto che la giunta regionale (allora di centrodestra) si impegnasse, tra le altre cose, a sensibilizzare la Sevel a porre maggiore attenzione all’osservanza dei migliori criteri prevenzione e protezione dai rischi per i lavoratori e ad attivare urgentemente untavolo congiunto con l’Inail, le Province, gli Ispettorati del Lavoro, gli imprenditori e le organizzazioni sindacali dei lavoratori per elaborare una più puntuale strategia di prevenzione da tradurre in leggi adeguate e nuovi strumenti di controllo.
Purtroppo, la scarsa sensibilità della giunta di centrodestra non ha dato seguito a quegli impegni. Ce lo aspettavamo. Purtroppo non ci aspettiamo molto di più dall’attuale giunta regionale di centrosinistra, che sugli stessi temi ha mostrato finora pari indifferenza. Intanto, le lavoratrici ed i lavoratori escono spesso dalle fabbriche con le ossa rotte, con un salario che non è adeguato ai carichi di lavoro ed ai sacrifici loro imposti e senza alcun riconoscimento per i propri sforzi, che si traducono in produzioni da record e lauti profitti solo per manager come Marchionne.
Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC
Marco Fars, segretario regionale PRC Abruzzo

2 comments

  1. Alessio

    Ben detto caro Maurizio! Concorso pienamente su tutto quello che hai fedelmente riportato: l’incresciosa e spinosa questione SEVEL va risolta al più presto magari con una nuova amministrazione regionale un minimo più sensibile verso le tematiche di welfare oggi sempre più in pericolo da sconsiderate politiche legate a dinamiche aziendali neoliberiste votate alla flessibilità da Libro Bianco biagista, politiche di welfare aventi spudoratamente matrice filo-USA e che mettono sempre al centro l’interesse economico calpestando deliberatamente i sacrosanti diritti dei lavoratori. A riguardo, uno degli indici più emblematici che dovrebbe far riflettere tutti noi è quello istituito dall’ONU: l’indice di felicità per verificare l’effettivo stato psicologico di una popolazione, indice valido per tutte le nazioni europee e non mi sorprende affatto se oggi l’Italia in questa speciale classifica la sia al 53° posto e la Svizzera sia al 1°!
    Bisogna tornare a coltivare la cultura del rispetto ed il riconoscimento di quei diritti inviolabili dei lavoratori, calpestati da datori di lavoro come Marchionne disposti a sacrificare la propria forza lavoro pur di non perdere quotazioni in borsa. E’ arrivato il momento di cambiare e solo attraverso l’intraprendere un nuovo percorso politico possiamo riaffermare tali diritti.

  2. Tonino Innocenti

    Lacrime di Coccodrillo
    La Fiom ogni volta che ha avuto l’occasione di cambiare le cose, anzi di stravolgere: La lotta dei 21 giorni a Melfi, la lotta dei 3 giorni operai di Termini Imerese e operai di Melfi uniti, la 3 giorni di Pratola Serra. L’a sempre cavalcata, grazie al centro- sinistra con i suoi poteri forti; e poi le ha svendute.
    Se questo partito si vuole riprendere ad essere rappresentativo con la classe operaia deve abbandonare la Fiom e cominciare a lavorare con il sindacato di base.

    Tonino Innocenti
    3358352338
    lo so che non vi fare sentire

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