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ERGO-UAS. LA METRICA DEL LAVORO CHE FA MALE

opuscolo-ergo-uas-copertinaIl Partito della Rifondazione Comunista Abruzzo ha realizzato un opuscolo “per spiegare in maniera semplice ma esaustiva, cos’è il sistema Ergo-UAS, quali sono i rischi per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori e cosa ci guadagna FIAT nell’applicarlo.”

L’opuscolo ha un titolo significativo, Ergo-UAS. La metrica del lavoro che fa male. Come viene spiegato nell’itroduzione dell’opuscolo del PRC Abruzzo, “finora sul tema sono state fatte varie pubblicazioni, di studio o divulgative, anche pregevoli, ma nessuna di queste finora è stata rivolta in maniera specifica alle lavoratrici ed ai lavoratori, cioè coloro che subiranno gli effetti di questa nuova metrica del lavoro.”

L’Ergo-UAS, si spiega in premessa, “non può essere considerato semplicemente una metrica per organizzare il lavoro in fabbrica”, visto che attraverso questa si potrebbero “aumentare i ritmi di lavoro fino a livelli di stress fisico e psichico dannosi per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

“In sostanza”, si spiega nell’opuscolo “il benessere psico-fisico di chi sta in fabbrica diventa variabile dipendente del profitto aziendale. La vita stessa delle operaie e degli operai è quindi subordinata alla produzione. E l’Abruzzo è coinvolto in maniera diretta e significativa in quel processo di organizzazione del lavoro, totalizzante per le vite delle lavoratrici e dei lavoratori”

L’Ergo-UAS, infatti, è la metrica che Fiat ha adottato per organizzare il lavoro nei suoi stabilimenti. Uno di questi è proprio la Sevel, dove vengono impiegati oltre 6.000 lavoratori.

Rifondazione Comunista Abruzzo, con questo suo lavoro pone attenzione al costante aumento di casi di malattie professionali in Abruzzo, legati all’intensità dei ritmi di lavoro, e l’Ergo-UAS, sottolinea il PRC, “rischia seriamente di contribuire all’ingrossamento di un esercito di lavoratori malati”. Una situazione già oggi preoccupante, dal momento che, in Sevel, “di lavoratrici e lavoratori classificati a ‘Ridotte Capacità Lavorative’ (RCL), e quindi a rischio di espulsione dal ciclo produttivo, se ne contano già a centinaia”.

“Per questo”, conclude la premessa dell’opuscolo, “è necessario comprendere l’Ergo-UAS e contrastarlo, per affermare con forza che la salute ed i diritti non sono in vendita.

CLICCA QUI per leggere, scaricare, stampare e condividere l’opuscolo.

marchionne1

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