La 4^ Commissione Consiliare si è riunita oggi all’Aquila per cominciare l’esame della proposta di legge Chiodi - Febbo.
Giudico positivamente che si sia deciso di rinviare l’esame e di avviare nelle prossime settimane un ciclo di audizioni, a partire dal Presidente Chiodi, per proseguire con l’ascolto di associazioni, comitati, organizzazioni sindacali e di categoria.
Sulla proposta si è registrato unanime consenso tra i consiglieri presenti, ad eccezione del’UDC, che ha definito l’iniziativa demagogica.
Ritengo indispensabile l’audizione dei soggetti che portano avanti la campagna contro il Centro Oli e la petrolizzazione dell’Abruzzo perchè è evidente che sul tema la società civile ha molto da dire.
Prima delle mobilitazioni dal basso le istituzioni abruzzesi e i politici di PDL e PD avevano detto sì al Centro Oli senza probabilmente sapere neanche di cosa si trattasse.
Oggi si dicono contrari quasi tutti, anche coloro che dettero il proprio assenso nelle conferenze di servizi.
I movimenti dei cittadini hanno dimostrato di saperne in materia assai più di gran parte del ceto politico.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC
P.S.: Oggi nella riunione di commissione alla Regione Abruzzo sul Centro Oli il capogruppo dell’UDC Antonio Menna ha espresso una posizione favorevole al progetto dell’ENI. Si tratta di una posizione legittima, ma che evidenzia per l’ennesima volta un’incompatibilità di fondo sui programmi concreti con le forze della sinistra e ambientaliste. Si evidenzia quanto sia opportunistica e poco seria la posizione del PD che da mesi insegue l’accordo con l’UDC per le provinciali non si sa sulla base di quale convergenza programmatica.
Rifondazione Comunista Regionale esprime solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori dei Centri ambulatoriali San.Stef.AR di Abruzzo e Molise che rivendicano all’Azienda Angelini il pagamento delle mensilità non corrisposte di Dicembre 2008 e di Gennaio e Febbraio 2009 nella ferma convinzione che non esiste alcuna giustificazione a questo cinico e irresponsabile comportamento aziendale.
Infatti relativamente a questo periodo il Dott. Angelini ha già fatturato migliaia di prestazioni riabilitative erogate in convenzione con le ASL di Abruzzo e Molise, con un “guadagno certo” per l’Azienda di notevole entità e largamente superiore alle retribuzioni dei lavoratori.
Rifondazione Comunista regionale a questo fine conferma il suo attivo sostegno politico e istituzionale agli scioperi delle maestranze del Gruppo Angelini proclamati per il 23 marzo e il 6 e 7 aprile dai Sindacati regionali di categoria C.G.I.L e C.I.S.L, come pure alla raccolta di firme in corso nei centri San.Stef.A.R presenti nelle province d’Abruzzo e in Molise finalizzata alla richiesta alle magistrature competenti per territorio di decreti ingiuntivi a tutela dei crediti maturati dai lavoratori.
Rifondazione Comunista ritiene inoltre non più tollerabile l’avallo che il Commissario governativo dr. Redigolo e l’Assessore regionale alla Sanità, dr. Venturoni stanno dando, di fatto, agli illegittimi comportamenti dell’Azienda.
Relativamente al dr. Redigolo, per quanto da lungo tempo formalmente investito della questione sia dai Sindacati regionali di categoria, sia dal PRC regionale, nessun atto in suo potere è stato compiuto per imporre al gruppo Angelini la correttezza nel pagamento degli stipendi maturati, mettendo in campo, ad esempio, la revoca dell’accreditamento, ovvero la sospensione della convenzione in atto.
Al contrario, il Commissario di Governo si è reso responsabile della decisione- che giudichiamo gravissima -, di sospendere l’applicazione delle nuove normative emanate dalla precedente Giunta regionale in materia di “requisiti per l’accreditamento” al fine di qualificare i servizi e le prestazioni del sistema sanitario regionale, ripristinando il preesistente e squalificato regime che da sempre ha consentito “affari d’oro” alle cliniche private d’Abruzzo.
Il Segretario regionale PRC
Marco Fars
Il Presidente Chiodi ha rinunciato a difendere l’Abruzzo davanti alla Corte Costituzionale.
La risoluzione, proposta da IdV, Rifondazione, PdCI, approvata dal Consiglio Regionale all’unanimità lo impegnava a costituirsi in giudizio contro il ricorso del governo Berlusconi.
Difendere la legge era un dovere per un Presidente che si era pubblicamente impegnato in campagna elettorale contro il Centro Oli.
Lo era ancora di più per un Presidente che aveva votato una risoluzione che lo impegnava in tal senso.
Ricordo che martedì scorso in Consiglio Regionale ero intervenuto per ricordare al Presidente l’imminente scadenza dei termini senza ricevere risposta da Chiodi.
Se il Presidente aveva cambiato idea poteva perlomeno delucidare il Consiglio sulle ragioni della sua marcia indietro.
Si tratta di una pugnalata alle spalle degli abruzzesi.
E’ evidente che per Chiodi la fedeltà a Berlusconi viene prima della lealtà verso i cittadini abruzzesi.
Gli abruzzesi si difenderanno da soli, come hanno già fatto impedendo la realizzazione del terzo traforo.
Maurizio Acerbo
Consigliere regionale PRC