MERCATONE UNO: REGIONE E COMUNI AIUTINO LAVORATORI

I dipendenti di Mercatone Uno stanno vivendo una drammatica crisi aziendale derivante dal fallimento della società che aveva rilevato l’azienda ora ritornata in amministrazione controllata. La crisi riguarda 1800 lavoratori in tutta Italia e 103 in Abruzzo nelle sedi di Colonnella, Pineto, Sambuceto (ci sono altri 16 in naspi da gennaio). 

Lavoratrici e lavoratori attendono la cassa integrazione ma intanto si sta determinando una situazione di grave disagio economico visto che non ricevono il salario da tempo. 

A metà maggio hanno preso sulle 500 euro dello stipendio di Aprile, 

2/3 dello stipendio part time. 

Rifondazione Comunista invita i comuni e la Regione Abruzzo ad attivarsi urgentemente per un sostegno economico concreto a queste famiglie.

La Regione Emilia Romagna lo sta già facendo. 

Innanzitutto bisogna chiedere alle banche di procedere a una moratoria su mutui e prestiti dei dipendenti e di attivare l’anticipazione al fine di ridurre i tempi di attesa dell’erogazione della cassa integrazione. 

Regione e Comuni dovrebbero prevedere un proprio intervento diretto di solidarietà. 

Inoltre la politica regionale dovrebbe intervenire sull’Inps di Teramo che non eroga ancora a decine di dipendenti il tfr per la fase precedente all’attuale passaggio.

Le istituzioni hanno il dovere di non lasciare soli lavoratrici e lavoratori e verificare l’impatto della crisi anche su fornitori.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Comunicato stampa 4 luglio 2019

ARANCE DI SOLIDARIETÀ

Tornano a Pescara fino a domani 1000 Kg di agrumi contro mafia e sfruttamento a sostegno dei piccoli produttori siciliani e dei popoli del Rojava.

Nel nostro Paese ogni anno migliaia di schiavi della terra vivono e lavorano in condizioni disumane. Per questo abbiamo deciso di distribuire tramite un canale del tutto autorganizzato gli agrumi di piccoli produttori siciliani tra la pianura di Catania e le prime colline dei Monti Iblei, che ha il suo cuore produttivo nei comuni siracusani di Francofonte, Lentini e Carlentini.
Caporalato e lavoro nero sono la regola nella raccolta delle arance, come dei pomodori in Puglia, tanto delle mele in Trentino quanto dell’uva in Piemonte e degli ortaggi nel vicino Fucino. Ghetti senza acqua né luce, guerra tra poveri e sfruttamento, è questa la lunga filiera che porta il “Made in Italy” sugli scaffali del mondo garantendo i profitti alle grandi aziende e lasciando le briciole per tutto il resto. La grande distribuzione stabilisce il prezzo di acquisto dai produttori, un prezzo-ricatto che le imprese sostengono con l’abbattimento dei costi di manodopera, il lavoro nero e grigio, la criminalità organizzata e il caporalato a dettar legge.
In risposta a tutto questo anche quest’anno Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti di Pescara hanno deciso di distribuire tramite un canale del tutto auto-organizzato le arance rosse IGP tarocco di Francofonte. Sostenendo i piccoli produttori che privilegiano le produzioni tradizionali, rispettando i cicli ambientali. Per offrire un’alternativa praticabile ai piccoli contadini siciliani, per far capire coi fatti che la soluzione alla crisi non nasce dallo sfruttamento verso chi è più debole ma da solidarietà e cooperazione sociale. Per la resistenza contadina, per contrastare l’accaparramento dei terreni ad opera di speculatori e multinazionali.
1000 Kg di arance sono in distribuzione fino a domani domenica 10 febbraio dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 15,30 alle 19 in via Tedesco 8. Oltre a sostenere i piccoli produttori siciliani, il ricavato della vendita sarà destinato alla lotta di liberazione del popolo curdo e dei popoli del Rojava. In particolare a Uiki Onlus e al progetto dell’associazione Ya Basta “Kobane Roots”. Il progetto punta alla rimessa in vita di 15000 ulivi presso la città di Kobane. La guerra combattuta all’Isis ha prodotto migliaia di morti e sfollati ed ha lasciato un territorio ferito e martoriato, un territorio che deve rinascere, a partire dall’economia locale, Noi, a 4 anni di distanza non dimentichiamo e non abbandoniamo chi ha liberato Kobane, e a 20 anni dall’arresto di Abdullah Öcalan, in isolamento nel carcere turco di Imrali Island nel Mar di Marmara, continuiamo a chiederne la liberazione insieme a tutti  prigionieri politici nelle carceri turche, per il confederalismo democratico, per la libertà e la pace nel Medio Oriente,
Nazionalismi e razzismi non hanno mai fermato lo sfruttamento. La nostra ricetta invece si chiama la solidarietà, non ha né confini ne barriere, e mette insieme tutto ciò che il neoliberismo divide. L’evento su facebook https://www.facebook.com/events/507713369752276/

 

 

Francesco Belfiglio

Giovani Comuniste/i Pescara

Corrado Di Sante

Segretario PRC-SE Federazione provinciale di Pescara

INVOTABILI

Resoconto conferenza stampa sulle elezioni regionali del Partito della Rifondazione Comunista Abruzzo di sabato 2 febbraio 2019 a Pescara.

In merito alle prossime elezioni regionali abbiamo ribadito tre cose semplici ma essenziali: spreco di denaro pubblico, gioco truccato ed invotabilità delle proposte in campo.

Il mancato accorpamento con le elezioni europee di maggio 2019 ci fa votare in pieno inverno, sperperando così oltre 6 milioni di euro di denaro pubblico. Una scelta per interessi di bottega ed ignavia condivisa da Marcozzi, Legnini e Marsilio.

Rifondazione Comunista ribadisce inoltre che il gioco è truccato: una vera e propria rottura democratica. Infatti per presentarsi alle elezioni nel voto anticipato abruzzese occorrevano 6000 firme quando invece ne bastarono meno di 1000 per le elezioni politiche 2018. Inoltre è stato negato il dimezzamento del limite minimo delle firme in tante regioni, previsto in caso di voto anticipato. Tale dimezzamento è ad esempio previsto nella limitrofa regione Lazio, nella quale il limite ordinario è comunque in proporzione più basso che in Abruzzo: 6750 su 6 milioni di abitanti, mentre in Abruzzo il rapporto è di 6000 firme su 1 milione e trecentomila abitanti. L’assurdità evidente è sottolineata anche dal fatto che la maggioranza delle liste presentate o gode di esonero dalle firme o ha aggirato l’ostacolo facendosi “prestare” un simbolo con esonero.

Infine vogliamo comunque esprimere il nostro giudizio sulle proposte in campo ritenendole tutte INVOTABILI.

Pentaleghisti non rappresentano alcuna reale alternativa e portano la responsabilità del ritorno in Italia di “malattie” che pensavano debellate come razzismo e xenofobia. Sul piano economico Marsilio e Legnini la pensano esattamente allo stesso modo, avendo votato insieme in parlamento una serie di norme fra cui il Pareggio di bilancio in Costituzione che strozza il welfare,la ratifica del Fiscal Compact, la legge Fornero e l’ abolizione dell’ art. 18. Sul piano regionale poi le differenze sono ancora minori, promettendo le stesse cose e facendo a gara ad inseguirsi a destra. Dopo il disastro della Giunta D’Alfonso, Legnini pensa bene di ricandidarne la totalità dei protagonisti, aggiungendo pezzi storici di centrodestra come Di Dalmazio. I Pentastellati, inefficaci all’opposizione, puntano sull’ambiguità delle proposte di governo, data la subalternità che scontano verso i Leghisti (trivelle, Tav, ecc) tradendo battaglie ambientali storiche e consolidate in Abruzzo. La desta a trazione leghista è più indigeribile che mai. Insomma compari in uno spettacolo nel quale “tutto cambia affinché nulla cambi”.

Rifondazione Comunista continuerà in maniera ostinata a promuovere la costruzione di una alternativa di sinistra e ambientalista, alle destre oggi dominanti, in vista delle prossime elezioni amministrative e soprattutto delle elezioni europee.

Marco FARS, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

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