ORTONA, OSCENA CEMENTIFICAZIONE E SCANDALO ALLA LUCE DEL SOLE.

Quando facevamo le manifestazioni contro il Centro Oli e Ombrina noi di Rifondazione Comunista facemmo un grande striscione con la scritta Stop petrolio Stop cemento.

Molti ci chiedevano perchè il riferimento al cemento e rispondevamo che la cementificazione della costa era un pericolo altrettanto minaccioso.
Vinta la lotta contro la petrolizzazione rimane in campo la minaccia del cemento.
Lo dimostra il piano di Ortona che prevede una colata enorme di cemento in aree che invece andrebbero risparmiate e valorizzate. Per questo proposi una legge regionale in Abruzzo che avrebbe introdotto il consumo di suolo zero sui terreni agricoli non ancora urbanizzati e soprattutto di vincolare i terreni lungo la pista ciclabile e nel Parco della Costa Teatina che non si concretizza perchè centrodestra e centrosinistra sono pro-cemento.

La vicenda di Ortona è emblematica perchè il sacco urbanistico scriteriato e clientelare vede la gran parte del consiglio comunale impossibilitato a votare perchè evidentemente la maggior parte dei consiglieri ha parenti con aree beneficiate dall’edificabilità.
Si tratta di uno scandalo alla luce del sole fortunatamente denunciato dal coordinamento ambientalista Tu. Vi.V.A. e poi anche da tante personalità della cultura.

Questo scempio va fermato. Dispiace che non sia più con noi Fabrizia Arduini che tanto ha fatto per diffondere consapevolezza ecologica a Ortona e nella nostra regione.

Faccio presente che prevedere la non edificabilità delle aree verdi e agricole non è poi così difficile. Lo facemmo a Pescara nel 2004 con la variante al PRG proposta e elaborata da Rifondazione Comunista.
Non vorremmo che sconfitte le multinazionali petrolifere a distruggere il territorio sia una mentalità ferma anni ’60 e il partito trasversale degli affari.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Scuola Abruzzo. Senza precari metà dei plessi con i cancelli chiusi. Il governo Draghi odia i lavoratori, mancate assunzioni e via libera ai licenziamenti: Abruzzo penalizzato!

Ancora una volta tra un mese, il 13 settembre, a garantire la riapertura delle scuole in Abruzzo sarà un esercito di precari, senza i quali tra dirigenti, personale di segreteria, tecnici, collaboratori scolastici e docenti metà dei plessi scolastici rimarrebbero con i cancelli chiusi, lasciando migliaia di studenti senza la prima campanella.

È vergognoso quanto hanno denunciato le organizzazioni sindacali. In Abruzzo, rispetto ai posti vacanti verrà immesso in ruolo meno del 50% del personale  ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) su 637 disponibilità sono solo 279  le assunzioni a tempo interminato . Inoltre mancano 22 presidi e 41 direttori amministrativi su un totale di appena 193 istituzioni scolastiche.

Anche per i docenti le cose non vanno meglio. La lotteria digitale dell’assunzioni in ruolo lascerà scoperte tantissime classi e ancora una volta ci saranno studenti e studentesse che dovranno attendere settimane per aver assegnati tutti gli insegnanti per ciascuna materia, ed è certo che in tantissimi perderanno l’insegnante dell’anno precedente.  È gravissimo che non si sia riusciti neppure a stabilizzare i docenti di sostegno, solo in Abruzzo saranno infatti 2494 quelli ancora una volta precari. Non solo le mancate assunzioni ma tra organico di fatto e personale covid  anche in Abruzzo ci saranno migliaia di altri precari, insomma se il 13 settembre suonerà la campanella e si avvierà il nuovo anno scolastico questo sarà possibile solo grazie al precariato.

Per il terzo anno scolastico consecutivo la scuola farà i conti con la pandemia e il governo Draghi come i precedenti nulla ha fatto per smantellare le classi pollaio, ovvero ridurre il numero di alunni per classe, una misura che sicuramente avrebbe garantito non solo le misure di prevenzione anti- covid ma soprattutto la possibilità di poter fare scuola per tutte e tutti dedicando a ciascuno le giuste attenzioni, per una scuola di qualità. La scuola non è un parcheggio per i figli dei lavoratori, la scuola è un diritto costituzionale fondamentale.

Il governo Draghi odia i lavoratori, tra mancate assunzioni e via libera ai licenziamenti, anche la nostra regione paga un prezzo altissimo sul piano della povertà sociale e educativa. Le larghissime intese dalla Lega al PD passando per 5 stelle servono a far pagare le crisi ai lavoratori. I parlamentari abruzzesi, i consiglieri regionali battano un colpo, senza scuola non c’è futuro, senza lavoro non c’è comunità.

Rifondazione Comunista ribadisce la necessità impellente di ridurre il numero degli alunni per classe dai 25/30 attuali a 15 e di procedere ad un massiccio piano di assunzioni nella scuola e nel pubblico impiego dove mancano complessivamente 1 milione di posti di lavoro. Se i soldi del Recovery Plan non servono per assumere, per cosa li utilizzeremo? Per assistete  (im)prenditori e multinazionali che de localizzano e licenziano?

 

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

Abruzzo: barbarie tagliare 14.000 ettari del Parco Sirente Velino

Sono anni che ci provano. Alla fine ci sono riusciti. Le lobby dei cementificatori e dei cacciatori sono riuscite a ottenere la riperimetrazione del parco.

Le dimensioni del taglio sono enormi. La maggioranza di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia è andata ben oltre i tentativi precedenti. Il Presidente Marsilio catapultato dalla Roma di Alemanno in Abruzzo da Giorgia Meloni passerà con questo voto alla storia.
Nel 2013 riuscimmo a bloccare un taglio di 4000 ettari, ora è più che triplicato.
Nelle aree vitali per l’orso bruno marsicano si è consentito a consiglieri in cerca di voti di cacciatori di andare all’assalto senza freni.
Va sottolineato che pezzi sostanziosi di opposizione di centrosinistra sono stati conniventi e non hanno dato manforte a chi ha tentato opposizione.

Forse perché anche un pezzo di centrosinistra ci aveva provato in passato raccogliendo le istanze dei nemici del parco.
Quanto è accaduto è pura barbarie.

La salvaguardia dell’orso viene messa a rischio da una classe dirigente di incapaci. Va tenuto conto che quelle aree rappresentano obiettivi di sicuro interesse per iniziative speculative e anche investimenti della criminalità organizzata. Il governo che si vanta di essere ambientalista impugni davanti alla Corte Costituzionale questa porcheria.

La questione va portata anche in sede di Parlamento Europeo.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

 

14 mila ettari di territorio protetto del Parco Sirente Velino diventano preda di speculatori e di consumatori di bellezze ambientali e naturali e scandaloso oggetto di scambio elettorale.

La giunta regionale di centro destra, sorda verso tutte le proteste della società abruzzese contro la riperimetrazione del Parco Sirente Velino, ha approvato con tutti i voti del centro destra la legge scandalosa che riporta indietro di decenni la storia del Parco Sirente Velino e che nel tempo delle transizioni ecologiche e delle green economy pone l’Abruzzo, Regione verde d’Europa, in una posizione debole e imbarazzante verso l’Europa.

Segreteria Provinciale Rifondazione Comunista L’Aquila

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