Regione Abruzzo: silenzio su modifica regole per cliniche private

Resoconto conferenza stampa Rifondazione Comunista, Pescara 3 agosto 2019

Mentre imperversano le polemiche sul riordino della rete ospedaliera notiamo che in Abruzzo regna il silenzio da parte di maggioranza e opposizioni in Consiglio Regionale rispetto alla modifica delle regole per le cliniche private.

La nuova giunta è partita con un regalo alla sanità privata. Già con la giunta D’Alfonso si erano riallargati i cordoni della borsa. Ora si torna all’antico. Passati 10 anni da Sanitopoli abbiamo la sensazione che sia pienamente ritornata la subalternità della politica ai privati che combattemmo quasi sempre isolati ai tempi dei piani sanitari definiti a tavolino con i titolari delle cliniche.

Con la delibera di giunta numero 348 del 18 giugno scorso si allentano le regole che erano state a suo tempo fissate. Le cliniche le avevano impugnate davanti alla giustizia amministrativa ma avevano perso il 6 giugno al Consiglio di Stato. Ma il 18 arriva la delibera della giunta Marsilio nel silenzio generale. Neanche una conferenza stampa per presentarla e spiegarne contenuti e ragioni.

Sulla delibera non si sono registrate prese di posizione delle opposizioni in Consiglio. Viene da domandarsi : PD e M5S sono distratti, non l’hanno letta o la condividono?

Non vi sono stati nemmeno tavoli di confronto con organizzazioni sindacali. Eppure la materia è assai importante per le cittadine e i cittadini abruzzesi.

Facciamo presente che:

– nella delibera 348 viene cancellata una norma utile per la trasparenza e il controllo come l’obbligo per le cliniche di fornire alle Asl i dati giornalieri sui ricoveri e sulle dimissioni dei pazienti;

– viene prevista una normale oscillabilità del 20 per cento del fatturato che non ha più carattere “occasionale ed eccezionale”, si aumentano prestazioni e basta senza “motivate esigenze” e senza dover richiedere l’autorizzazione della Asl.

Già oggi l’invalicabilità del tetto di spesa annuo è pura utopia. I tetti di spesa vengono sistematicamente travalicati e quando le ASL fanno opposizione ai pagamenti, i giudici riconoscono sempre il credito vantato.

Il venir meno dell’autorizzazione a travalicare il tetto mensile (con la scusa di snellire le procedure amministrative) associato alla caduta dell’obbligo per le cliniche di fornire alle Asl i dati giornalieri sui ricoveri e sulle dimissioni dei pazienti è un lasciapassare per comportamenti non virtuosi e al rapido superamento del budget assegnato.

 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Marco Fars, segretario regionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

MERCATONE UNO: REGIONE E COMUNI AIUTINO LAVORATORI

I dipendenti di Mercatone Uno stanno vivendo una drammatica crisi aziendale derivante dal fallimento della società che aveva rilevato l’azienda ora ritornata in amministrazione controllata. La crisi riguarda 1800 lavoratori in tutta Italia e 103 in Abruzzo nelle sedi di Colonnella, Pineto, Sambuceto (ci sono altri 16 in naspi da gennaio). 

Lavoratrici e lavoratori attendono la cassa integrazione ma intanto si sta determinando una situazione di grave disagio economico visto che non ricevono il salario da tempo. 

A metà maggio hanno preso sulle 500 euro dello stipendio di Aprile, 

2/3 dello stipendio part time. 

Rifondazione Comunista invita i comuni e la Regione Abruzzo ad attivarsi urgentemente per un sostegno economico concreto a queste famiglie.

La Regione Emilia Romagna lo sta già facendo. 

Innanzitutto bisogna chiedere alle banche di procedere a una moratoria su mutui e prestiti dei dipendenti e di attivare l’anticipazione al fine di ridurre i tempi di attesa dell’erogazione della cassa integrazione. 

Regione e Comuni dovrebbero prevedere un proprio intervento diretto di solidarietà. 

Inoltre la politica regionale dovrebbe intervenire sull’Inps di Teramo che non eroga ancora a decine di dipendenti il tfr per la fase precedente all’attuale passaggio.

Le istituzioni hanno il dovere di non lasciare soli lavoratrici e lavoratori e verificare l’impatto della crisi anche su fornitori.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Comunicato stampa 4 luglio 2019

ARANCE DI SOLIDARIETÀ

Tornano a Pescara fino a domani 1000 Kg di agrumi contro mafia e sfruttamento a sostegno dei piccoli produttori siciliani e dei popoli del Rojava.

Nel nostro Paese ogni anno migliaia di schiavi della terra vivono e lavorano in condizioni disumane. Per questo abbiamo deciso di distribuire tramite un canale del tutto autorganizzato gli agrumi di piccoli produttori siciliani tra la pianura di Catania e le prime colline dei Monti Iblei, che ha il suo cuore produttivo nei comuni siracusani di Francofonte, Lentini e Carlentini.
Caporalato e lavoro nero sono la regola nella raccolta delle arance, come dei pomodori in Puglia, tanto delle mele in Trentino quanto dell’uva in Piemonte e degli ortaggi nel vicino Fucino. Ghetti senza acqua né luce, guerra tra poveri e sfruttamento, è questa la lunga filiera che porta il “Made in Italy” sugli scaffali del mondo garantendo i profitti alle grandi aziende e lasciando le briciole per tutto il resto. La grande distribuzione stabilisce il prezzo di acquisto dai produttori, un prezzo-ricatto che le imprese sostengono con l’abbattimento dei costi di manodopera, il lavoro nero e grigio, la criminalità organizzata e il caporalato a dettar legge.
In risposta a tutto questo anche quest’anno Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti di Pescara hanno deciso di distribuire tramite un canale del tutto auto-organizzato le arance rosse IGP tarocco di Francofonte. Sostenendo i piccoli produttori che privilegiano le produzioni tradizionali, rispettando i cicli ambientali. Per offrire un’alternativa praticabile ai piccoli contadini siciliani, per far capire coi fatti che la soluzione alla crisi non nasce dallo sfruttamento verso chi è più debole ma da solidarietà e cooperazione sociale. Per la resistenza contadina, per contrastare l’accaparramento dei terreni ad opera di speculatori e multinazionali.
1000 Kg di arance sono in distribuzione fino a domani domenica 10 febbraio dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 15,30 alle 19 in via Tedesco 8. Oltre a sostenere i piccoli produttori siciliani, il ricavato della vendita sarà destinato alla lotta di liberazione del popolo curdo e dei popoli del Rojava. In particolare a Uiki Onlus e al progetto dell’associazione Ya Basta “Kobane Roots”. Il progetto punta alla rimessa in vita di 15000 ulivi presso la città di Kobane. La guerra combattuta all’Isis ha prodotto migliaia di morti e sfollati ed ha lasciato un territorio ferito e martoriato, un territorio che deve rinascere, a partire dall’economia locale, Noi, a 4 anni di distanza non dimentichiamo e non abbandoniamo chi ha liberato Kobane, e a 20 anni dall’arresto di Abdullah Öcalan, in isolamento nel carcere turco di Imrali Island nel Mar di Marmara, continuiamo a chiederne la liberazione insieme a tutti  prigionieri politici nelle carceri turche, per il confederalismo democratico, per la libertà e la pace nel Medio Oriente,
Nazionalismi e razzismi non hanno mai fermato lo sfruttamento. La nostra ricetta invece si chiama la solidarietà, non ha né confini ne barriere, e mette insieme tutto ciò che il neoliberismo divide. L’evento su facebook https://www.facebook.com/events/507713369752276/

 

 

Francesco Belfiglio

Giovani Comuniste/i Pescara

Corrado Di Sante

Segretario PRC-SE Federazione provinciale di Pescara

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