IL “PARTITO DELL’ACQUA” SI RIPRENDE L’ACA?

 PRES_ACAAlessandrini e Luciani si schierano con quelli che hanno rovinato il nostro mare. Firma il documento la sindaca moglie dell’ultimo presidente PD arrestato per tangenti

Il “partito dell’acqua”, cioè il PD e i suoi satelliti, principale responsabile dello stato vergognoso della depurazione e quindi della pessima qualità delle acque del nostro mare e dei nostri corsi d’acqua non vede l’ora di riprendersi l’Aca.

Non si può che interpretare così la manovra dei sindaci contro l’attuale amministratore che di sicuro ha fatto molto meglio di quello che hanno combinato per un quindicennio quelli targati PD che hanno trasformato l’ACA e l’Ato di Pescara in uno dei casi più gravi di cattiva gestione e “questione morale” della penisola.

Gli interventi che si stanno facendo con ritardo di anni – e di cui D’Alfonso, Del Vecchio e Alessandrini si vantano da mesi – sono opera di questo amministratore che non è dei “nostri” ma è certo meglio dei “loro”.

Invece di lavorare per implementare gli interventi questi signori si lanciano di nuovo in battaglie di potere per riprendersi il giocattolino?

Quelli che hanno accumulato 120 milioni di debito e ci hanno lasciato in mezzo alla m. ora che il risanamento dei conti c’è stato non vedono l’ora di riprendere in mano assunzioni, incarichi professionali, consulenze e appalti.

E’ davvero di cattivo gusto vedere le firme di Marco Alessandrini e Antonio Luciani al fianco di quella della sindaca e dipendente Aca Silvina Sarra, moglie dell’ultimo amministratore dell’ACA targato PD, Ezio Di Cristoforo arrestato e ora sotto processo per tangenti.

La cosa più grave è che il documento presentato non contiene rilievi o critiche sulla gestione (d’altronde il pulpito è risibile che ne avanzi) ma semplicemente l’avviso di sfratto per tornare a prendere possesso della cassaforte ora di nuovo in attivo.

D’Alfonso e Di Matteo e i loro sindaci nutrono un’irrefrenabile bulimia per le stazioni appaltanti e nonostante la figura di m. che hanno fatto con anni e anni di gestione di ACA e ATO hanno radunato le truppe per la riconquista.

Le persone oneste dovrebbero levare la propria voce ed attivarsi per bloccare questa operazione.

L’amministratore dell’Aca spa se non dovesse essere più l’avvocato Enzo Di Baldassarre dovrebbe essere scelto senza logiche di camarilla ma con un largo consenso e un profilo di assoluta indipendenza e competenza.

Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Corrado Di Sante, segretario provinciale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

I SOLDI SONO PRIVATI? CERTO, QUELLI DEGLI ABRUZZESI CHE PAGANO IL PEDAGGIO!

La lettura stamane sui quotidiani abruzzesi delle argomentazioni dell’ad di Toto Ramadori non può che suscitare un misto di rabbia e ilarità.

Possibile che i Toto ci considerino così sprovveduti? Ramadori davvero si arrampica sugli specchi pur di giustificare un progetto che non avrebbe mai dovuto presentare e soprattutto che il presidente della Regione non avrebbe mai dovuto sponsorizzare. Tutto è possibile in Abruzzo visto che in un paese del Nord Europa uno come D’Alfonso con le cose venute fuori nei processi non l’avrebbero candidato neanche all’amministrazione di un condominio per il palese legame con un’impresa così influente sul territorio. Un tale palese conflitto d’interesse avrebbe dovuto indurre il presidente ad evitare di sostenere il progetto dell’azienda di famiglia.

LA MINACCIA. Ramadori minaccia e annuncia che i Toto se ne vanno se non ottengono la proroga della concessione. Un ricatto che non vedo perchè debba impensierire gli abruzzesi. Non c’è nessun altro che sa gestire un’autostrada? E se per caso l’autostrada tornasse a gestione pubblica sarebbe un dramma? D’Alfonso comunque già sta lavorando a livello europeo per ottenere proroga.

PROGETTO FANTASMA. Ramadori ci comunica che il progetto sarebbe cambiato di nuovo: un tentativo di depotenziare la protesta che monta. E un segno della mancanza di trasparenza di un’operazione sgangherata che è potuta andare avanti solo perchè i Toto attraverso D’Alfonso hanno conquistato il governo regionale.Ora che abbiamo fatto conoscere il progetto e i disastri che comporterebbe cambiano le carte in tavola. A proposito dove sono i nuovi presunti elaborati progettuali?

CAMION IN FIAMME. Il motivo per cui bisogna far lavorare la costosissima talpa di Toto e realizzare decine di km di gallerie sarebbe quello di evitare che i mezzi pesanti vadano a fuoco mentre attraversano le montagne abruzzesi. Però non ci risulta che sia venuta dagli autotrasportatori la richiesta dell’opera anzi che importanti associazioni di categoria si siano dichiarate apertamente contrarie.

LE PIRAMIDI DI TOTO. Per creare consenso in tempi di alta disoccupazione Ramadori spara un numero di occupati nel cantiere spropositato (20.000!) come se oggi si usassero le tecniche degli antichi egizi. Le gallerie le faranno con martello e scalpello? Trascineranno i blocchi di roccia con funi e carretti?

I SOLDI. Poi Ramadori tira fuori un’autentica perla: “qui si mettono capitali privati, mentre per la ferrovia sarebbe lo Stato a dover investire”. Ramadori dimentica di dire che i soldi li metteranno i cittadini con i pedaggi mica Toto che in materia (non metterci i soldi suoi) è un vero esperto. Consiglierei di verificare come Toto si è pagato la concessione autostradale.

Ultima considerazione: Tende a far apparire come esagerazione le critiche ambientaliste al progetto di Toto&D’Alfonso dipingere Ramadori come un tapino che fa il suo mestiere e che viene tacciato di essere un Attila dai soliti cattivoni. Faccio presente che il gruppo Toto non brilla certo per ambientalismo visto che è stato ed è oggetto di vari procedimenti giudiziari per reati ambientali. Anche in compagnia di D’Alfonso. Volevano far passare un viadotto sopra una riserva naturale e furono fermati solo dall’intervento di Rifondazione e del WWF. Per non parlare dei processi a Firenze per  varianti di valico e terza corsia dell’A1 fra Firenze e Bologna.
Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

per contatti: 334 6934893

Gli articoli de IL CENTRO  e IL MESSAGGERO

 

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Le mappe

 

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Le mani di Toto anche sull’informazione?

C’è bisogno di costruire una coalizione ambientalista, civica,
sociale, politica assai larga per difendere il nostro territorio.

L’unione fa la forza!

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