D’ALFONSO AVEVA PROMESSO 100.000 POSTI DI LAVORO. FINORA 18.000 IN MENO

DOMANI VENERDÌ 23 H.20.30 A PESCARA PRESENTAZIONE DEL LIBRO  “DOVE SONO I NOSTRI” -LAVORO, CLASSE E MOVIMENTI NELL’ITALIA DELLA CRISI– DI E CON IL COLLETTIVO CLASH CITY WORKERS

I dati sul lavoro in Italia ed in Abruzzo e le intenzioni sottese alle ultime disposizioni del governo e del Parlamento danno il segnale di come il lavoro sia sempre meno garantito, sempre più precario, con sempre meno diritti e sempre più sfruttato. L’Abruzzo, in questo contesto, non si distingue se non in peggio.

Le elaborazioni dei dati Istat pubblicate nei giorni scorsi, mostrano una grave flessione degli occupati in Abruzzo: nel breve periodo tra il quarto trimestre 2016 e il primo trimestre 2017 si è registrata una diminuzione di 18.000 occupati nella nostra regione. Il peggior dato degli ultimi dieci anni. Solo due regioni fanno peggio di un Abruzzo guarda caso governato dalla giunta più renziana d’Italia insieme, come a livello nazionale, ad Articolo1-Mdp. D’Alfonso aveva promesso 100.000 posti di lavoro. Finora siamo a 18.000 in meno.

La situazione abruzzese è inoltre aggravata da un aumento vertiginoso della precarietà dovuto al calo vertiginoso delle assunzioni a tempo indeterminato (-43% nel 2016 rispetto al 2015), all’aumento dei contratti a termine e all’esplosione dei voucher. Questa è, in estrema sintesi, la drammatica situazione abruzzese, quando si osserva la realtà senza quell’atteggiamento affabulatorio che caratterizza Renzi ed il renziano D’Alfonso.

Questa dolorosa situazione non è dovuta ad un destino cinico e baro, ma a scelte politiche fatte per far pagare la crisi ai lavoratori, ai giovani, alle famiglie, ai pensionati.

È allora necessario capire “Dove sono i nostri” e recuperare strumenti per conoscere e intervenire sulla realtà. Per avviare un discorso di questo tipo  saremo insieme alle realtà di lotta, sindacali e di movimento abruzzesi, in un incontro che vedrà la partecipazione del collettivo Clash City Workers, venerdì 23 giugno, dalle ore 20:30, presso La Lampara a Pescara, Rivera nord, per la presentazione del libro collettivo “Dove sono i nostri”  – Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi.

Marco FARS, segretario regionale PRC-SE

Carmine TOMEO. Responsabile lavoro regionale PRC-SE

Occupazione in Abruzzo: 18mila unità in meno

CANNABIS TERAPEUTICA IN ABRUZZO: DOPO UN COLPEVOLE RITARDO DI DUE ANNI E MEZZO D’ALFONSO E PAOLUCCI STRAVOLGONO PURE LA LEGGE, COMUNQUE UN PRIMO PASSO.

cannabisMeno male che lo slogan era “regione veloce“. Ci hanno messo due anni e mezzo a fare il decreto attuativo di una legge che hanno ereditato. L’hanno fatto pure male. Comunque è un passo in avanti: grazie alla nostra legge tanti malati potranno avere finalmente accesso gratuitamente a farmaci a base di cannabinoidi.

Non ho fatto in tempo a gioire per la pubblicazione del decreto attuativo della mia legge sulla cannabis terapeutica che mi è toccato constatare che D’Alfonso e Paolucci hanno stravolto e ristretto la portata del provvedimento legislativo che è tuttora considerato il più avanzato in Italia. Dopo un ritardo ingiustificabile di 2 anni e mezzo D’Alfonso e Paolucci hanno proceduto, senza alcun confronto e dibattito pubblico con chi si occupa da anni di queste cose, a un intervento che contrasta con la legge. Hanno ricevuto in eredità un’ottima legge e dopo averla lasciata dormire nei cassetti ora ne limitano l’applicazione. Il decreto è illegittimo e contiene una discriminazione di medici e pazienti che nella legge non c’è.
Infatti la mia legge prevede che non vi siano limitazioni alla scelta dei medici specialisti che possono prescrivere cure a base di cannabinoidi nè che vi siano limitazioni prescrittive per quanto riguarda le patologie per le quali possano essere prescritti. Per la legge sono gli specialisti a decidere non D’Alfonso e Paolucci!

La legge regionale del 2014 prevede che siano i medici specialisti del nostro servizio sanitario a decidere se un determinato malato ha bisogno di quel tipo di farmaci e preparati. Il comma 2 dell’articolo 2 è chiarissimo: “I medicinali cannabinoidi possono essere prescritti, con oneri a carico del SSR, da medici specialisti del SSR e da medici di medicina generale del SSR, sulla base di un piano terapeutico redatto dal medico specialista”.

Invece D’Alfonso e Paolucci, probabilmente per strizzare l’occhio a settori oscurantisti di cui è espressione anche la ministra Lorenzin, hanno deciso di definire loro nel decreto per quali patologie e quali specialisti possano prescrivere. Da quel che si legge sul loro comunicato il povero Fabrizio Pellegrini rimarrebbe fuori dall’ambito del decreto.
E’ paradossale che io sia riuscito a far passare con una maggioranza di centrodestra – grazie all’intelligenza di consiglieri di quello schieramento come Ricardo Chiavaroli e Walter Di Bastiano – una legge liberale sulla cannabis mentre una giunta PD-Sel prima la boicotta e poi la manomette in maniera illegittima.

Comunque oggi facciamo festa che finalmente, grazie alla nostra legge, tanti malati potranno ricevere cure che finora gli erano precluse. Non escludo possibilità di ricorsi amministrativi e azioni legali da parte di pazienti che rimanessero esclusi sulla base di un decreto che contrasta con la legge.
Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC-Se, ex consigliere regionale Abruzzo

D’ALFONSO RICONQUISTA L’ACA: IL RITORNO DEL “PARTITO DELL’ACQUA”

I SINDACI OBBEDISCONO AL DIRETTORIO DALFONSIANO
D'ALFONSO CONTROLLA DALLA STANZA ACCANTO

PRES_ACAL’assemblea dei sindaci soci dell’ACA SPA di oggi segna il ritorno del “partito dell’acqua” e la riconquista da parte di un PD il cui ultimo presidente è stato arrestato per tangenti.

Il presidente della Regione, travalicando completamente i suoi compiti e il suo ruolo istituzionale, ha in queste settimane esercitato una pressione indebita e usato tutti i mezzi a sua disposizione per condizionare l’orientamento dei sindaci.

Stamattina il consigliere regionale Camillo D’Alessandro (quello che aveva proposto in Regione la famosa “legge fogna”) e il parlamentare fantasma Fusilli hanno presidiato l’assemblea. Da una stanza attigua Luciano D’Alfonso ha diretto personalmente le operazioni (secondo quanto ci riferiscono era in una stanza del palazzo dove si svolgeva l’assemblea).

Grazie all’accordo con il Nuovo Centro Destra della sottosegretaria Chiavaroli – lo stesso che ha presentato in parlamento l’emendamento che ha sbloccato il progetto illegittimo al porto di Milia e Mammarella –  si son trovati i numeri per la riconquista di un’azienda che il PD aveva lasciato con 120 milioni di euro di debiti.

dalfonso_Come avevamo profetizzato D’Alfonso è disposto a tutto pur di riprendere il controllo di una stazione appaltante che dovrà realizzare opere per decine di milioni di euro e di una spa che si è dimostrata una formidabile macchina clientelare a spese dei cittadini. Quelli che ci han fatto bere acqua avvelenata e ci hanno fatto fare il bagno tra gli escrementi oggi festeggiano la vittoria.

Il buongiorno si vede dal mattino: con tutti i problemi di inquinamento che ci sono questi signori come primo atto decidono di chiudere la breve stagione dell’amministratore unico e di fare un bel consiglio d’amministrazione. Alè si ricomincia.

P.S. I 32 sindaci che hanno votato sotto dettatura dalfonsiana (ma il PD non polemizza con il direttorio grillino?):

Abbateggio, Alanno, Bolognano, Bucchianico, Caramanico Terme, Castiglione a Casauria, Cugnoli, Fara Filiorum Petri, Farindola, Francavilla al Mare, Lettomanoppello, Loreto Aprutino, Miglianico, Montebello di Bertona, Montesilvano, Nocciano, Ortona, Penne, Pescara, Pietranico, Pineto, Pretoro, Roccamontepiano, Roccamorice, San Giovanni Teatino, San Valentino AC, Silvi, Spoltore, Tollo, Torre de’ Passeri, Vicoli, Villa Magna

 Maurizio Acerbo Segreteria nazionale Rifondazione Comunista

Marco Fars Segretario Regionale Rifondazione Comunista

Corrado Di Sante Segretario Provinciale Rifondazione Comunista Pescara

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