L’indecente accordo riservato tra i regionali di PD e FLI traduce, nella maniera più becera possibile, la volontà di Paolucci di inglobare FLI, UDC e non si sa quanti altri esponenti terzo-polisti o pseudo tali nella sua coalizione per vincere le regionali del 2013.
Bene hanno fatto gli aquilani a rifiutare tale scempio e i ricatti ed esso connessi. In particolare “l’opposizione assoluta” di tre liste, tra cui quella di Rifondazione Comunista, ha trovato il consenso di tutta la coalizione e di Cialente, anteponendo L’Aquila ai mercanteggiamenti delle segreterie regionali di PD e FLI.
Il progetto di Paolucci ha invece partorito i suo nefasti frutti in altri comuni, trovando la ferma opposizione di Rifondazione Comunista, come a Montesilvano e Spoltore.
FERMIAMOLO!
E’ ora di costruire una sinistra unita e alternativa a questo tipo di accordi.
Il Segretario regionale PRC Abruzzo
Marco Fars
12 MAGGIO, MANIFESTAZIONE DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA CONTRO IL GOVERNO: VAURO, FRANCA RAME, MARGHERITA HACK TRA I FIRMATARI DELL’APPELLO
Crescono le adesioni all’appello della Federazione della Sinistra, lanciato in occasione della manifestazione nazionale organizzata per sabato 12 maggio a Roma - dalle 14, con un corteo da Piazza Repubblica al Colosseo - contro il governo Monti, alla quale parteciperanno Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, e Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani.
Tra i primi firmatari del testo ci sono infatti: Vittorio Agnoletto, Marco Bersani, Giorgio Cremaschi, Alfonso Gianni, Haidi Giuliani, Margherita Hack, Alberto Lucarelli, Citto Maselli, Ugo Mattei, Nicola Nicolosi, Valentino Parlato, Franca Rame, Gianni Rinaldini, Vauro Senesi.
La manifestazione si chiuderà con un concerto di Cisco (Modena City Ramblers), Capuano e altri aderenti al nostro appello.
Per i pullman dall’Abruzzo: info@rifondazioneabruzzo.org; tel 085 66788
Di seguito il testo completo dell’appello, con tutti i primi firmatari, in allegato la locandina della manifestazione del 12 maggio.
Per info: http://www.federazionedellasinistra.com
MORTI SUL LAVORO: AGGIUNGERE AL CORDOGLIO RISORSE PER LA SICUREZZA
Leggere la notizia di una persona morta sul lavoro ci fa sempre inorridire, in quanto il lavoro dovrebbe consentire, in un paese civile, una vita dignitosa. Ma sapere che un lavoratore è morto precipitando da un’impalcatura il giorno della Festa dei Lavoratori, è una tragedia che ci indigna.
Il Primo Maggio dovrebbe essere il giorno in cui si ricordano i diritti conquistati con le lotte dei lavoratori. Questo Primo Maggio, invece, ci ricorda come quegli stessi diritti, così faticosamente conquistati con molti anni, stiano venendo sempre meno.
Vasile Copil, l’operaio romeno precipitato ieri da un’impalcatura in un cantiere di Rocca di Cambio (AQ), è la quarta vittima abruzzese di un lavoro che uccide a causa delle precarie condizioni in cui troppo spesso i lavoratori sono costretti a svolgerlo.
Poco ci interessano le piccole percentuali con segno negativo con cui ogni anno si presentano le statistiche dei morti sul lavoro. Se con quei numeri troppo spesso si pretende di mostrare presunti miglioramenti delle condizioni di lavoro, la morte di Vasile Copil ci ricorda invece, per l’ennesima volta, come spesso e volentieri in Italia, per lavorare, si sia costretti a rinunciare anche alla tutela della propria sicurezza e salute sul lavoro.
E l’Abruzzo, in questo senso, mostra il suo lato peggiore, ponendosi costantemente ai vertici della classifica delle regioni italiane più insicure per la vita dei lavoratori, contando 1 morto ogni 100mila occupati. Ed in Abruzzo proprio L’Aquila risulta essere la provincia più insicura per i lavoratori.
Più degli scontati attestati di cordoglio che ci aspettiamo di leggere e sentire, ci auguriamo seri interventi delle istituzioni regionali al fine di intervenire in maniera decisa per porre fine a questa strage silenziosa, a partire dalla destinazione di maggiori risorse per il controllo del rispetto delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Marco Fars, segretario regionale PRC Abruzzo

VERGOGNOSA LA PASQUETTA AL CENTRO COMMERCIALE: BOICOTTIAMO I CENTRI COMMERCIALI CHE APRIRANNO IL 25 APRILE E IL 1° MAGGIO
Grazie alla deregulation voluta dai governi Berlusconi e Monti i lavoratori e le lavoratrici della grande distribuzione sono stati privati della possibilità di trascorrere la Pasquetta con i propri familiari e amici.
La deregulation non è segno di modernità e di chissà quale progresso a cui bisogna per forza adeguarsi visto che in Francia, in Germania e nella maggior parte dei paesi europei vige il principio dell’apertura domenicale e festiva per deroghe e comunque una regolamentazione ragionevole per tutelare lavoratori, piccolo commercio e consumatori.
Anche in questo campo il governo Monti si dimostra funzionale agli interessi economici forti che sono gli unici favoriti dall’impostazione neoliberista dell’azione governativa.
Trovo vergognoso che l’attuale maggioranza di governo (PDL-UDC-PD) nel votare questa misura che consente di aprire potenzialmente 365 giorni all’anno e 24 ore su 24 non abbia sentito nemmeno il dovere di emanare norme a tutela dei lavoratori che aumenterebbero anche i livelli occupazionali.
Non posso che lamentare il ritardo con cui la Regione Abruzzo sta reagendo.
Da tempo l’assessore Castiglione si è detto d’accordo con la proposta che ho lanciato all’indomani dell’approvazione del decreto Monti ma della legge regionale che contrasti questa deregulation non si vede ancora traccia.
Stufi di aspettare presenteremo il nostro progetto di legge da tempo pronto che avevamo accantonato perchè c’era stato un impegno formale di Castiglione.
Ma oltre alla battaglia sul piano legislativo regionale e del contenzioso che si aprirà con il governo davanti alla Corte Costituzionale c’è bisogno di una mobilitazione sociale vasta contro questo fenomeno.
Da quel che hanno segnalato su Facebook hanno sicuramente aperto i battenti l’iper di Città S.Angelo, il Città S.Angelo Outlet Village e Il Gran Sasso di Teramo ma probabilmente la lista è più lunga.
Non nutro dubbi sul fatto che ci saranno centri commerciali che apriranno anche il 25 aprile e il 1° maggio.
E’ doveroso lanciare una campagna di boicottaggio delle strutture della grande distribuzione che apriranno in quelle date simbolo della storia della conquista dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, una campagna a cui potrebbero aderire non solo le organizzazioni sindacali e di categoria, ma anche enti locali, associazioni, parrocchie.
In Germania la Conferenza Episcopale ha guidato la battaglia contro le aperture domenicali e festive.
I lavoratori della grande distribuzione - tra cui annovero anche gli esercenti che operano nelle gallerie dei centri commerciali - non hanno la forza contrattuale per bloccare queste decisioni.
Per questo è fondamentale che ci sia una battaglia sociale e culturale contro l’IPER-SFRUTTAMENTO.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale Rifondazione Comunista
P.S.: nelle prossime ore lancerò un gruppo su facebook per cominciare a raccogliere adesioni.
Nel terzo anniversario del sisma amareggia constatare quanto malcostume abbia caratterizzato il comportamento della classe dirigente del centrodestra, da Bertolaso fino agli esponenti regionali.
Come abbiamo sempre denunciato gli esponenti del PDL abruzzese facevano gli zerbini davanti a Berlusconi, Letta e Bertolaso perché pensavano solo a contrattare risorse e favori invece di esigere regole e trasparenza.
La vicenda denunciata dall’associazione Libera ha portato all’attenzione l’ennesimo scandalo legato alla distrazione di fondi destinati alla gestione dell’emergenza, fondi sottratti alle popolazioni terremotate per essere dirottati sul comune di Celano clamorosamente fuori dal cratere sismico.
E’ talmente scarso il senso delle istituzioni del senatore Piccone che ha involontariamente rivelato quale sia stato l’approccio disinvolto con cui Bertolaso e i suoi compari abruzzesi hanno gestito il denaro pubblico.
La telefonata tra Piccone e Bertolaso, raccontata da Piccone stesso, evidenzia la gestione personalistica completamente fuori dalla dimensione istituzionale in cui si è svolta la vicenda dell’assegnazione dei fondi dei MAP per Celano.
E’ incredibile che la comunicazione sia avvenuta tra Bertolaso e un esponente politico PDL che al tempo non era sindaco in carica invece che con il Commissario reggente del comune di Celano.
Che fine hanno fatto i 2 milioni e mezzo di euro assegnati impropriamente a Celano e tuttora non restituiti alla protezione civile, visto che i MAP (assolutamente non dovuti in quanto fuori dal cratere) non sono mai stati realizzati?
E’ del tutto evidente che la vicenda sia di una gravità inaudita.
Piccone non solo dovrebbe confermare le dimissioni da Sindaco di Celano ma rassegnarle immediatamente anche da Senatore della Repubblica e da coordinatore regionale del PDL.
Non possiamo che constatare il silenzio degli esponenti del centro destra aquilano e regionale su questa vergognosa vicenda.
Il presidente-commissario Chiodi e il candidato De Matteis non hanno nulla da dire?
Maurizio Acerbo - consigliere regionale Partito della Rifondazione Comunista
Enrico Perilli - consigliere comunale Partito della Rifondazione Comunista
MONTESILVANO:TRA INDAGATI E TRASFROMISTI GiA’ UNA PRIMA VITTORIA DI RIFONDAZIONE E VERDI.
Abbiamo fatto bene a sollevare la questione delle liste pulite e a martellare per mesi il centrosinistra. C’è stato bisogno di arrivare all’ultima notte prima della scadenza per la presentazione delle liste affinché il PD escludesse dalla lista i rinviati a giudizio. Questa è sicuramente una vittoria della battaglia di Rifondazione Comunista sulle liste pulite. Certo non si può dire però che il centrosinistra voglia voltare pagina. Nello stesso PD si candida il “Partito dell’acqua” rappresentato da Francesco Di Pasquale tuttora sotto inchiesta.
Nella coalizione, con l’UDC, si candida un condannato dalla Corte dei Conti come Di Censo per aver, a quanto sostenuto dai giudici, fatto assumere parenti nell’amministrazione.
Da Cantagallo a Cordoma, da Cordoma a Di Mattia la coppia Di Censo-Di Felice c’è sempre. Inoltre più di un esponente tra coloro che hanno governato con Cordoma, oggi è nelle liste di Di Mattia. Sarà forse per questo che Gabriele Di Stefano considerato incandidabile alle primarie è oggi tranquillamente in lista con il PD.
Evidentemente l’aver costantemente segnalato all’opinione pubblica locale e nazionale l’incredibile vicenda ha costretto IDV e PD a darsi una regolata.
La battaglia per la politica pulita continua.
Corrado Di Sante, Candidato Sindaco
In movimento per i beni comuni – Rifondazione Comunista e Verdi.
CAVE: AUDIZIONE IN COMMISSIONE VIGILANZA CONFERMA NECESSITA’ MORATORIA
Molto interessante oggi la seduta della Commissione di Vigilanza del Consiglio Regionale che aveva all’ordine del giorno la situazione attività estrattive e di escavazione nella Regione Abruzzo.
Sulla questione abbiamo audito il dott. Mario Pastore, direttore direzione sviluppo economico e il dott. Enzo Faieta, dirigente servizio risorse del territorio e il funzionario Gesualdo Del Pizzo.
Peccato che fossero assenti i rappresentanti dei partiti che stanno tentando di cancellare la moratoria (PDL-FLI-UDC) con l’unica eccezione del consigliere Ricardo Chiavaroli che speriamo socializzi i contenuti della discussione.
Infatti dall’audizione è emerso un quadro che conferma le ragioni della moratoria che abbiamo imposto con la battaglia sulla Finanziaria di fine anno.
Il servizio soffre di carenze di personale, il quadro normativo è ancor più carente.
Il servizio non si occupa solo di cave ma anche di idrocarburi, depositi, acque minerali.
Il servizio ha problemi persino a fare il censimento e a ottenere che i cavatori compilino schede rispetto alla quantità di materiale effettivamente estratto.
L’Abruzzo è una delle tre regioni italiane che non riesce a garantire un monitoraggio preciso delle cave dismesse (quante sono?) .
Comunque dai dati degli ultimi anni se ne contano - secondo il responsabile del servizio - una media di 10/15 all’anno dismesse.
Ci sono fortissimi problemi a garantire e a controllare che siano effettuate i lavori di ripristino.
Le cifre che i cavatori pagano alla Regione sono ridicole rispetto al volume degli affari.
Una specie di far west nel quale non sappiamo quante sono le cave dismesse, quante siano effettivamente in regola, non siamo in grado di far rispettare le norme.
In compenso l’unico dato (quasi) certo è che al momento sono attive in Abruzzo 596 cave, ci sono circa 30 nuove autorizzazioni pronte ma bloccate dalla moratoria e un’altra sessantina che sono all’attenzione del Comitato V.I.A.
Insomma la moratoria imposta da Rifondazione Comunista ha bloccato circa 90 nuove autorizzazioni.
Considerato che la Regione Lombardia ne dichiara 558 e la Regione Veneto 566 non si capisce da dove derivi l’allarme lanciato da Confindustria e ANCE di blocco dell’attività edilizia se attualmente siamo - secondo i dati forniti - la Regione che ha più cave attive in Italia.
Dopo l’audizione credo che sia risultato evidente che lo stop a nuove autorizzazioni lungi dall’essere una misura estremista ed ideologica è semplicemente una misura di buonsenso e un atto dovuto.
E’ davvero triste che il lungo confronto sia avvenuto in commissione senza la partecipazione dei demagoghi che cercano soltanto di ramazzare voti dalle varie lobby senza neanche prendersi l’onere di studiare problematiche complesse.
Rivendichiamo dopo 29 anni di mancata attuazione dell’obbligo di dotarsi di un Piano regionale delle attività estrattive la nostra moratoria stia finalmente imponendo il tema all’attenzione e costringendo a porre rimedio a un autentico scandalo alla luce del sole.
PDL-FLI-UDC, con la complice astensione del PD, hanno rifiutato il confronto nel merito e tentano di cancellare la moratoria.
Da 29 anni l’Abruzzo attende un piano cave e in regime transitorio il nostro territorio è diventato una gruviera.
Difenderemo la moratoria con ogni mezzo consentito dal regolamento del Consiglio.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC
Antonio saia, consigliere regionale PdCI
Franco Giordano a Montesilvano: «L’Unione scelga tra morale e affari».
Mi dicono che domani il compagno Franco Giordano verrà a Montesilvano per la campagna elettorale di Sinistra Ecologia e Libertà.
Sono passati 5 anni da quando Franco, allora segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, tenne a Montesilvano un comizio precededuto dagli interventi del sottoscritto e di Cristian Odoardi.
Sono sicuro che Franco ricorda quel bel pomeriggio in quella piazza.
Allora Franco Giordano sosteneva fermamente la nostra linea sulla questione morale come facilmente si può desumere dall’articolo che allego.
Ora devo supporre che abbia cambiato opinione oltre che partito e non ritenga più dirimente la nostra richiesta di escludere dalle liste gli indagati.
Spero invece che sia semplicemente poco informato sui fatti di Montesilvano e che eserciti la sua influenza di dirigente di spicco di SEL per chiedere al suo partito e al centrosinistra di operare quel rinnovamento morale che invocava un tempo.
Come noto a Montesilvano il centrosinistra si è rifiutato di sottoscrivere l’impegno a tenere fuori dalle liste gli indagati nelle molteplici inchieste giudiziarie che hanno investito la politica cittadina.
Rifondazione - che non è cambiata - ha proposto insistentemente questa precondizione come 5 anni fa, ma purtroppo ha ricevuto una risposta negativa.
Non si dica che il candidato sindaco ora è un giovane incensurato dell’IdV perchè anche 5 anni fa il candidato del PD era persona senza problemi giudiziari (e ci mancherebbe che venga candidato a sindaco un indagato!). Clicka qui per continuare la lettura… »
Quelli dell’IKEA sono dei veri ingrati.
I politicanti locali gli hanno consentito di spianare una collina e di piazzarsi accanto al casello dell’autostrada realizzando un ecomostro che completa lo scempio urbanistico che caratterizza l’intera area metropolitana.
Non sono molto convinto dei metodi meritocratici della ditta svedese e non so se sia vero che rifiuta le segnalazioni dei politicanti.
L’area Chieti - Pescara ha la più alta densità di grande distribuzione d’Europa proprio perchè i politici hanno dato mano libera in cambio della gestione delle assunzioni che garantivano sicuri successi elettorali.
Il vero scandalo è alla luce del sole e l’IKEA è solo l’ultimo episodio.
La politica ha autorizzato un insediamento così impattante dal punto di vista ambientale e socioeconomico (vista la concorrenza che gli svedesi faranno a tutte le imprese del settore)
senza nemmeno contrattare che le assunzioni fossero con contratti a tempo indeterminato.
Da quel che mi risulta l’IKEA assumerà qualche centinaio di PRECARI.
Se davvero vuole dimostrare di essere aliena dalle pratiche clientelari, invece di fare qualunquismo Ikea renda pubblici i nomi di chi fa le raccomandazioni.
Chi sono e a quale partito appartengono i politicanti che hanno fatto pressioni?
Rifondazione Comunista sicuramente no. Rivendichiamo con orgoglio di aver votato contro quello scempio urbanistico.
Fuori i nomi!
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

