ABRUZZO: IL GARANTE FA GLI ESPERIMENTI SUI DETENUTI? POTEVAMO AVERE RITA BERNARDINI E INVECE GRAZIE A DESTRA E M5S CI RITROVIAMO UN IMITATORE DI LOMBROSO

In qualità di promotore e autore della legge che ha istituito in Abruzzo nel 2011 la figura del Garante dei detenuti non posso nascondere lo sconcerto, l’incredulità e l’indignazione per quanto apprendo dal sito del Consiglio Regionale.
Il neo-eletto Garante dei Detenuti Gianmarco Cifaldi, sociologo e criminologo, professore aggregato presso l’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, ci comunica la sottoscrizione di un protocollo con il rettore dell’Università e il direttore della Casa Circondariale di Chieti per avviare un progetto di ricerca volto a “verificare i presupposti di un comportamento deviante mediante una metodica di stimolo-risposta attraverso una strumentazione non invasiva per verificare il grado di aggressività del detenuto (…) Si andrà a verificare se c’è o meno un cambiamento posturale in soggetti dotati di una particolare aggressività in funzione di stimoli somministrati attraverso immagini visive utilizzando apparecchiature non invasive: la pedana posturo-stabilometrica, uno strumento che rileva le variazioni del baricentro corporeo nei tre piani dello spazio; la termografia, uno strumento che rileva la temperatura dei muscoli superficiali del viso“.
La ricerca è condotta dallo stesso Cifaldi che, novello Lombroso, insieme ad altri colleghi farà i suoi esperimenti sui detenuti.
Siamo di fronte alla palese distorsione del ruolo che dovrebbe avere il Garante che non è certo quello di retribuire un professore già stipendiato dall’Università per emulare Cesare Lombroso.
Tra i compiti che la legge affida al Garante non ci sono quelli di trasformarli in cavie! Si rileggano il comma 14 della legge i consiglieri regionali e intervengano immediatamente.
I detenuti hanno già tanti problemi, ora devono pure subire gli esperimenti del Garante!
Ho lottato per anni affinchè si istituisse il Garante affinchè qualcuno si occupasse degli ultimi, dei senza voce, dei tanti poveri cristi che affollano le nostre galere.
Con Marco Pannella lanciammo la proposta di Rita Bernardini che avrebbe potuto mettere a disposizione degli abruzzesi una vita di impegno e competenza sulla condizione carceraria.
E c’erano tante altre persone di valore che da anni si occupano sul campo di condizione carceraria che hanno presentato la propria candidatura.
Invece la destra e il M5S hanno impedito questa nomina autorevolissima per partorire con la benevola astensione del Pd questo capolavoro di nomina.
M5S si rifiutò di votare Rita Bernardini per le condanne che ha ricevuto per le campagne di disobbedienza civile sulla cannabis. Un’assurdità visto che lo stesso M5S riconosce che si tratta di una battaglia giusta.
Con il massimo rispetto per il professor Capaldi mi sembra che sia in una situazione evidente di conflitto di interessi. Si dimetta e poi presenti a un nuovo Garante le sue proposte di sperimentazione.
Per maggiori dettagli il comunicato del “Garante”:
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, ex-consigliere della Regione Abruzzo

P.S.: quando ho scritto comunicato non avevo visto questo servizio di TvSei che ha inquadrato benissimo la vicenda e non a caso ha scelto il medesimo riferimento cinematografico https://m.youtube.com/watch?v=TZr7FRe7sEM

Sanità: avevamo ragione su regalo alle cliniche, tavolo monitoraggio costringe Regione Abruzzo a ritirirarla.

Inquietante silenzio delle pseudo-opposizioni in Consiglio.

Lo scorso 3 agosto con una conferenza stampa come Rifondazione Comunista avevamo gridato allo scandalo per la delibera 348 approvata alla chetichella dalla giunta regionale dell’Abruzzo il 18 giugno che smantellava regole e controlli per la sanità privata.
Denunciavamo il fatto che una delibera così importante venisse approvata dalla Giunta senza darne notizia e spiegarla alla cittadinanza, senza discuterla in commissione, senza concertazione con sindacati.
Denunciavamo anche l’omertà delle pseudo-opposizioni in Consiglio Regionale che hanno colpevolmente taciuto sulla delibera forse per non inimicarsi la sanità privata. M5S non se ne sarà accorto per incompetenza, ma il PD? 
 
Tutto quanto avevamo affermato nel merito della delibera è stato confermato dal Tavolo di monitoraggio del Ministero che nella seduta del 30 luglio – allora non avevamo il testo – ha picchiato duro sulla delibera 348 proprio rilevando gli elementi che avevano indignato noi di Rifondazione Comunista.
 
E ieri la giunta regionale e l’assessore Verì hanno dovuto fare retromarcia eliminando le norme a favore delle cliniche approvate a giugno.
 
Non possiamo che esprimere preoccupazione per il fatto che nella regione che fu segnata dallo scandalo di Sanitopoli continui a regnare la mancanza di trasparenza, di dibattito pubblico, la complicità trasversale con i privati.
 
Rimane una considerazione politica: il primo atto significativo della giunta a maggioranza leghista con presidente di Fratelli d’Italia è stato un regalo alla sanità privata.
 
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
INTERVISTA del 16 OTTOBRE
 
VIDEO della CONFERENZA STAMPA del 3 AGOSTO:

TROPPE PERSONE SENZA CASE TROPPE CASE SENZA PERSONE OTTOBRE MESE MOBILITAZIONE “SFRATTI ZERO” IN ABRUZZO È URGENTE ASSEGNARE ALLOGGI NON SERVONO GUERRE TRA POVERI

Nel 2018 oltre 56.000 le sentenze di sfratto emesse a livello nazionale, oltre 30.000 gli sfratti eseguiti con forza pubblica, oltre 118.00 le richieste di esecuzione presentate da ufficiali giudiziari. Assistiamo ad una lieve riduzione complessiva degli sfratti ma la situazione resta incandescente e restano inesistenti le politiche abitative. Urgente e improrogabile un piano strutturale che aumenti l’offerta di alloggi a canone sociale attraverso il recupero e l’autorecupero degli immobili pubblici e privati inutilizzati nelle nostre città.

Rispetto all’impennata delle sentenze di sfratto e alle esecuzioni avute in Abruzzo e in particolare in provincia di Pescara nel 2017, anno nero per l’Abruzzo, nel corso del 2018 c’è stata un riduzione sia dei provvedimenti di sfratto 1.702 (-25,15%), sia delle richieste di esecuzione 1.492 (-28,51%) , che per gli sfratti eseguiti 693 (-11,49%). Numeri che continuano a descrivere una situazione incandescente  e la necessità di un piano nazionale per l’edilizia popolare. Su 1.702 provvedimenti di sfratto 1.544 provvedimenti, il 90% è per morosità incolpevole. Tra le provincie abruzzesi il primato negativo per provvedimenti (1.121), richieste di esecuzione (798) e sfratti eseguiti (383) spetta alla provincia di Pescara, da notare che la provincia di Teramo nel 2018 è in controtendenza i provvedimenti di sfratto (208) e gli sfratti eseguiti (119) crescono e non diminuiscono rispetto al 2017. (Dati Ministero dell’interno).

Gli sfratti provincia per provincia.  

Gli sfratti regione per regione.

È vergognoso che presso la Cassa depositi e prestiti  complessivamente ancor inutilizzati 970 milioni dei fondi Gescal destinati alla realizzazione di alloggi popolari, va ricordato che l’ex Gescal è stata soppressa nel 1992.

L’Unione inquilini e Rifondazione Comunista rilanciano la proposta di riutilizzo degli immobili pubblici e privati ad uso abitativo, attraverso il recupero e l’autorecupero. È quindi necessario abbandonare le politiche emergenzialiste, le guerre tra poveri, fino ad oggi attuate che hanno solo portato ad uno spreco immane di risorse pubbliche senza intaccare minimamente la domanda che viene dal fabbisogno reale. La Regione Abruzzo eviti la propaganda sugli inquilini delle case popolari, soffiando sul fuoco delle guerre tra poveri, piuttosto attui misure volte al reperimento massivo di alloggi, con piani e risorse,  tutto il contrario di norme specchietto per le allodole che lasciano intatto il disagio abitativo.

Nella nostra regione e nella nostra provincia, di fronte ad uno spropositato patrimonio immobiliare vuoto frutto della speculazione edilizia, è davvero vergognoso che la “casa” sia un’emergenza per migliaia di famiglie! Servono azioni concrete, introducendo una tassazione fortissima e progressiva per gli immobili sfitti, con la possibilità per i sindaci di poter attivare lo strumento della requisizione nelle situazioni di più acuta sofferenza abitativa, graduatorie comunali per il passaggio da casa a casa, la rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico.

                                                                                     Walter Rapattoni, Unione Inquilini – Segreteria Nazionale

                                       Viola Arcuri e Piernicola Papa, P. R. C. – S.E. Federazione di Pescara

Post precedenti «