RIFONDAZIONE COMUNISTA E GIOVANI COMUNISTE/I SOSTENGONO LO SCIOPERO DIGITALE DEGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI A PESCARA. SI RIENTRA AL 50%. RESTA IRRISOLTO IL NODO SICUREZZA.

PROTOCOLLI INSUFFICENTI EASSENZA CABINA DI REGIA

Ancora una volta Regioni e Governo hanno toppato il rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori, mentre è bene non dimenticare che gli studenti e il personale scolastico di infanzia, primaria e medie inferiori hanno continuato a rimanere in presenza. Dei 57.000 studenti delle scuole superiori abruzzesi solo metà rientrerà in classe tutti gli altri resteranno in Dad. È sotto gli occhi di tutti che la didattica a distanza sta incrementando disuguaglianza e dispersione scolastica.

A Pescara la Libera Associazione Studentesca ha promosso per domani lunedì 11 gennaio uno “sciopero digitale” e un presidio dalle ore 11 in Piazza Unione sotto il consiglio regionale per rivendicare un tavolo permanente di confronto con la Regione  Abruzzo e per il rientro a scuola del 100% degli studenti delle scuole superiori in condizioni di sicurezza.

Il diritto allo studio oggi è messo in discussione non solo dalla pandemia ma anche da una gestione pessima da parte della Ministra Azzolina e della Ministra De Micheli, del governo e della Regione, che pur di non investire nel sistema d’istruzione quanto sarebbe indispensabile, non hanno provveduto a ridurre il numero degli alunni per classe (max 15 alunni per classe), non hanno assunto il personale necessario, non hanno predisposto trasporti sicuri, non hanno predisposto un piano di edilizia scolastica non rinviabile specialmente in alcuni territori, non hanno potenziato i servizi di tracciamento nelle Asl, non hanno ripristinato la figura del medico scolastico, scomparsa come molte altre figure della medicina territoriale.

Il protocollo di sicurezza predisposto dal Miur  ad agosto si è rivelato ampiamente insufficiente: non si combatte una pandemia con gli auspici e gli inviti, servivano e servono scelte e risorse concrete, invertire le politiche dei tagli degli ultimi anni.

La Regione Abruzzo e ciascuno dei Dipartimenti di Prevenzione delle 4 Asl quanto personale hanno dedicato specificatamente per il tracciamento nelle scuole?  È grave che con l’aumento dei casi si chieda che siano i responsabili covid delle scuole stesse ad occuparsi del tracciamento. Il timore è che con l’aumento dei contagi  le prime ad essere sacrificate saranno in breve tempo proprio le scuole superiori.

Perché manca una pianificazione periodica dei test rapidi e sierologici per studenti e personale scolastico come ad esempio avviene per il personale sanitario? I test rapidi di questi giorni sono un’operazione più mediatica e di propaganda, basta solo ricordare che sono svolti da personale medico e infermieristico volontario.

Tutte le scuole hanno attivato le commissioni covid?  In ciascuno scuola medico competente, RSPP (Responsabile sicurezza prevenzione e protezione) e RLS (rappresentante lavoratori per la sicurezza) hanno provveduto all’aggiornamento rispetto al rischio biologico da Covid19 in base al Testo Unico sulla sicurezza sul Lavoro Dlgs 81/2008 del DVR (documento valutazione del rischio)?

Gel, sapone per le mani, carta asciugamani e carta igienica sono distribuiti con il contagocce, o sono sempre e costantemente a disposizione degli studenti e del personale scolastico?

In ultimo per i trasporti aldilà degli annunci. In quali condizione sono gli autobus? Con quale frequenza è assicurata la pulizia e la sanificazione? A fine di ogni corsa? Una volta al giorno? Una volta a settimana? Una volta al mese?

È previsto un sistema di prenotazione dei bus per regolare la presenza sugli stessi?

Dai luoghi più distanti  della provincia sono aumentate il numero e la frequenza delle cose? In caso di autobus troppo pieno che succede? Quanto tempo impiega l’arrivo di una seconda corsa?

Per il trasporto scolastico nell’area metropolitana ci sono bus dedicati agli studenti o tutti viaggiano sui medesimi bus?

È evidente che è mancata una cabina di regia regionale, è evidente che governo e regioni hanno escluso dalle scelte e dai tavoli le rappresentanze sindacali e le organizzazioni studentesche, che poco o nulla è stato fatto per garantire in pieno il diritto all’istruzione e il diritto alla salute per la popolazione studentesca.

Gli studenti chiedono “fatti”, che garantiscano la possibilità di tornare a scuola in presenza ma in sicurezza, a partire dai mezzi di trasporto, siamo d’accordo con loro e per questo aderiamo alla loro mobilitazione come nelle altre città d’Italia dove il rientro e la garanzia di condizioni di sicurezza è rimandato a data da destinarsi.

Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara

Francesco Belfiglio, Giovani Comuniste/i Pescara

Perchè il governo rallenta la bonifica delle discariche chimiche di Bussi?

L’intervista a Salvatore Lagatta durante la trasmissione TitoloV

Il servizio andato in onda venerdì 8 gennaio nella trasmissione TitoloV racconta come il ministro Costa (M5S) e il vice Morassut (PD) stanno ritardando la bonifica delle discariche chimiche di Bussi.

Il ministero dell’ambiente ha annullato una gara che si era già conclusa con l’aggiudicazione per la bonifica delle discariche. Il Tar gli ha dato torto ma, invece di aprire un dialogo con chi da anni si batte per la bonifica, insiste e ricorre al Consiglio di Stato.
Come Rifondazione Comunista denunciamo da mesi che questo atteggiamento del ministero appare volto a favorire la società privata Edison che è stata condannata a pagare i costi della bonifica.
Infatti il progetto di bonifica che il ministero ha annullato prevede la bonifica integrale dei siti inquinati e costa molto.
E’ noto che Edison invece propone da anni una meno onerosa messa in sicurezza con tombamento dei rifiuti chimici dove si trovano.
Chi scrive rivelò nel 2007, con un’interrogazione parlamentare, che veniva erogata a centinaia di migliaia di persone acqua da pozzi contaminati da quelle sostanze chimiche e portò per la prima volta una commissione parlamentare a Bussi. Oggi l’acqua non viene più emunta da quei pozzi ma quelle sostanze continuano a inquinare la Val Pescara.
Trovo incredibile il comportamento del ministero come denunciamo da mesi. Grazie al nostro sindaco Salvatore Lagatta e Augusto De Sanctis per aver ben rappresentato le ragioni del nostro territorio e la nostra indignazione.
Ma PD e M5S abruzzesi non possono parlarci con Costa e Morassut?
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Bussi, ministro Costa continua a ritardare bonifica della più grande discarica chimica d’Europa

Il ministro Costa (M5S) e il vice Morassut (PD) continuano a ritardare la bonifica della più grande discarica chimica d’Europa. Il ministero dell’ambiente ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che gli aveva dato torto. Il risultato sarà ulteriore ritardo. Il ministro Costa ha annullato una gara che si era già conclusa con l’aggiudicazione per la bonifica delle discariche sollevando la protesta corale di noi ambientalisti, del Comune di Bussi e della stessa Regione Abruzzo. Dopo lo stop del Tar poteva aprire un dialogo con chi da anni si batte per la bonifica e invece si continua a perseguire su una strada che conviene solo alla società privata Edison che dovrebbe pagarne i costi.
E’ noto che Edison non vuole la bonifica integrale ma una meno costosa messa in sicurezza con tombamento delle sostanze chimiche che inquinano la val Pescara da troppo tempo. Annullare il progetto di bonifica, come vuole il ministero, significa essere schierati dalla parte di Edison.
Non ci interessano le polemiche ma è incredibile quanto sta accadendo. Lo dico da ex-deputato che nel 2007 che presentò l’interrogazione che rivelò la contaminazione delle acque e portò a Bussi la commissione parlamentare ambiente.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – SInistra Europea

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