LOCKDOWN GENERALE SUBITO, CON REDDITO UNIVERSALE TRAMITE TASSAZIONE PATRIMONIALE

La violenta impennata epidemiologica che sta colpendo l’Abruzzo, e soprattutto la provincia dell’Aquila, è responsabilità di precise inadempienze amministrative nelle competenze del governo regionale: del mancato potenziamento del tracciamento e dei mancati investimenti nel personale e nelle strutture ospedaliere. Il sistema è al collasso, i malati, e non solo quelli di covid, non possono essere curati, il personale medico è sempre più contagiato e ai limiti dello sforzo. La misura dei test antigenici a tappeto recentemente assunta per la provincia aquilana, seppur positiva, è tardiva e da sola insufficiente. Sono del tutto fuori luogo e francamente squallidi i toni trionfalistici del partito di Marsilio e di tutto il centrodestra. Al contrario i vertici regionali dovrebbero rassegnare le dimissioni.

Allo stato attuale, le misure di contenimento previste dalla zona rossa sono ormai insufficienti. Continua ad essere attiva la produzione nelle aziende e nelle fabbriche, continuano le attività in condizioni di grave esposizione un gran numero di categorie lavorative. Continuano ad essere aperte le scuole, fattore inevitabile di contagio, come dimostrano gli ormai numerosi casi di plessi dell’infanzia, di primarie e medie costrette alla chiusura poiché divenute focolai. A ciò va aggiunto il sistema dei trasporti e dei servizi coinvolti.

In questo quadro, destinato drammaticamente ad aumentare nei prossimi giorni data l’insufficienza a vari gradi del sistema di prevenzione, non può bastare l’individuazione di misure ad hoc. Occorre ovunque, a livello locale e nazionale, un vero lockdown per spezzare la catena dei contagi e provvedere nel frattempo a recuperare il tempo perso sulle misure di prevenzione e cura.

Il lockdown tuttavia non deve trasformarsi in povertà per ampie fette di lavoratori autonomi o dipendenti, comunque non tutelati. Occorre andare oltre l’individuazione di specifici ristori, con lo stanziamento di un reddito universale che possa tutelare tutti. Si tratta di una misura di previdenza sociale realisticamente sostenibile, attraverso il ricorso alla tassazione patrimoniale al di sopra del milione di euro. Occorre solo la volontà politica. Occorre scegliere tra salvare vite o salvare i patrimoni, di fronte a un’emergenza che rende ancor più urgente una maggiore equità sociale.

Ricordiamo che un grande liberale come Einaudi fu un fervente sostenitore dell’imposta patrimoniale finalizzata alla fuoriuscita da situazioni di emergenza.
Rifondazione comunista sostiene dunque l’urgenza di un vero lockdown su tutto il territorio regionale (ed eventualmente nazionale, se necessario) limitato all’arco di tempo necessario a un reale rientro in sicurezza, e con reddito universale finanziato dalla tassazione dei patrimoni milionari. Facciamo appello al governo regionale, alle amministrazioni locali e a tutte le organizzazioni politiche e sindacali democratiche del territorio affinché sostengano questo obiettivo, ormai non più rinviabile.

Elementari e medie: potenziare scuolabus e uso mascherine. La scuola non è “il” pericolo, ma è “in” pericolo!

Dopo la chiusura delle scuole medie superiori e delle università con il passaggio alla Dad, dovuta alla mancanza di trasporti in sicurezza e al collasso delle ASL per inadempienza della giunta  regionale di centrodestra, rimane il problema della sicurezza nelle scuole che restano aperte: infanzia, primaria  e secondarie di primo grado (medie).

Ora il virus colpisce prepotentemente i piccoli centri abruzzesi, risparmiati a marzo grazie al lockdown. Scarse risorse economiche e l’assenza di un piano straordinario per i trasporti da parte di regione e governo non consentono di ottemperare alle misure di sicurezza, a cominciare dagli scuolabus insufficienti, riempiti di bambini e ragazzini.

Vanno dunque innanzitutto urgentemente potenziati gli scuolabus, e in genere il sistema dei trasporti utili alle scuole.

Inoltre, anche all’interno delle scuole vanno correttamente interpretati ed incrementati i protocolli di sicurezza.

Contrariamente a quanto si pensa, questi ultimi prevedono la possibilità per gli alunni di abbassare la mascherina in situazione  di staticità, una volta raggiunto il proprio banco.

L’eccessivo numero di alunni per classe, a causa  del mancato incremento di organico, le strutture vetuste e  spesso inadeguate, rendono problematico l’effettivo distanziamento di alunni e insegnanti. A ciò va aggiunta la fisiologica vivacità di bambini e ragazzi, che spesso vengono a contatto coi propri compagni privi di mascherina.
Sarebbe stato necessario limitare le classi a 15 alunni, ma si è scelto invece di mantenere l’esistente, ed intervenire  solo sulle situazioni che erano fuori norma già prima del covid.

È necessario pertanto incrementare l’uso della mascherina a scuola. La possibilità di abbassare la mascherina deve essere considerata una misura del tutto eccezionale, in condizione effettivamente statica (per bere, mangiare, e per altre esigenze specifiche limitate).

L’utilizzo continuativo della mascherina è la prima condizione di sicurezza per il contenimento del contagio. Questa indicazione non può essere lasciata al buon senso dei dirigenti scolastici. Occorre una chiara indicazione da parte del MIUR, e dell’approssimativa ministra Azzolina, sull’assoluta eccezionalità della possibilità di togliere la mascherina, o riscrivere opportunamente i protocolli di sicurezza.

Con queste premesse non c’è da stupirsi se i dati segnalino un incremento quasi del 400% dei contagi tra gli studenti e del 300% tra gli insegnanti, rispetto ai contagi del resto della popolazione.

La scuola non è “il” pericolo. La scuola è “in” pericolo. Le responsabilità sono di Regione e Governo.

Marco Fars, segretario regionale Prc Abruzzo
Corrado Di Sante, segretario provinciale Prc Pescara

Dad scuole superiori e università: Marsilio, Tua e ministra De Micheli hanno fallito!

A fronte dell’emergenza covid, nuove chiusure e restrizioni sono purtroppo necessarie a tutelare la salute dei cittadini.

Tuttavia l’emergenza non è improvvisa. La crescita esponenziale dei contagi è l’esito della mancata attuazione di misure volte al contenimento dell’epidemia.

Le responsabilità sono tanto nel governo nazionale che in quello regionale.

La chiusura delle scuole medie superiori e delle università e il relativo passaggio alla Dad, a seguito dell’ordinanza del governatore e commissario Marsilio, sono dovute prevalentemente a due fattori: la mancanza di trasporti in condizioni di sicurezza e il collasso delle ASL che non riescono più a tracciare i contagi. Entrambe sono competenze regionali.

Inoltre, dalla ministra ai trasporti De Micheli al presidente leghista di Tua, Giuliante, poco o nulla è stato fatto per garantire trasporti in sicurezza per studenti e lavoratori.

Sarebbe stato necessario di incremento dei trasporti, dopo anni di tagli, ma sono arrivate solo toppe. Autobus all’80% della capienza sono equivalenti al pieno carico. Sarebbe stato necessario almeno il raddoppio delle corse.

Il centrodestra regionale, anziché lavorare a soluzioni all’emergenza, ha passato l’estate a litigare su poltrone e candidature. (Giuliante è anche il responsabile enti locali della Lega). Un comportamento irresponsabile, e colpevole a fronte dell’incremento dei contagi.

L’ incapacità della Ministra De Micheli già dovrebbe essere nota anche in Abruzzo vista la maniera con cui non ha fatto nulla come commissaria per le zone colpite dal terremoto nell’Italia centrale. Invece di prodigarsi per  rassicurare i fautori delle grandi opere, avrebbe dovuto  programmare per tempo il potenziamento del trasporto pubblico di studenti e lavoratori.

Ancora una volta governo e regione scaricano le proprie responsabilità si studenti e famiglie.

Marco Fars segretario regionale Prc Abruzzo

Corrado Di Sante, segretario provinciale Prc Pescara

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