Rifondazione Comunista con i pensionati e lavoratori della sanità pubblica. Domani manifestazione regionale a Pescara

Pensionati e lavoratori si mobilitano in diverse parti d’Italia con scioperi e manifestazioni promosse da CGIL CISL E UIL insieme ai sindacati dei pensionati e della sanità, tra le città coinvolte anche Pescara. Infatti domani giovedì 23 luglio alle ore 10 ci sarà la manifestazione regionale sotto l’assessorato alla sanità in via Conte di Ruvo.

Gli anziani sono la “categoria” più colpita dal Covid e dai tagli alla sanità pubblica che hanno colpito pesantemente la medicina territoriale e i servizi di prevenzione e indebolito tutto il sistema.

Il diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione va tutto riconquistato, attraverso un piano per le assunzioni di personale sanitario nelle strutture pubbliche dopo anni di piante organiche bloccate e di aumento intollerabile del precariato in sanità, il rafforzamento della prevenzione, dei servizi territoriali e della diagnostica.

Va attivato immediatamente un piano per il recupero del pesantissimo ed ormai, per le persone, insostenibile allungamento dei tempi e delle liste di attesa per la diagnostica, interventi programmati e sospesi, visite specialistiche; insomma bisogna che a livello nazionale ci si doti di un vero e proprio piano strategico con assunzioni e investimenti adeguati per garantire davvero il diritto alla salute e alla cura.

Rifondazione Comunista sostiene la lotta degli anziani e dei lavoratori promossa dai sindacati confederali saremo presenti a Pescara, davanti all’assessorato regionale alla sanità per rivendicare un piano straordinario per la medicina territoriale.

Rifondazione comunista da tempo rivendica il rilancio di un Servizio Sanitario Nazionale fondato su prevenzione, diagnosi e cura con una fitta rete di servizi sociosanitari sul territorio così come previsto dalla legge 833.

Perciò saremo in piazza a sostegno della giusta lotta dei pensionati, dei lavoratori del settore sanitario e delle tante persone che vivono con angoscia la propria condizione di attesa per poter ricevere, le cure necessarie.

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara

Giù le mani dal Parco Regionale Sirente-Velino. Rifondazione Comunista partecipa al sit-in di venerdì 24 luglio a Rocca di Mezzo (Aq)

INADEMPIENZE REGIONE NON GIUSTIFICANO TAGLI

Rifondazione Comunista aderisce e invita tutte e tutti a partecipare venerdì 24 luglio alle ore 17,30 a Rocca di Mezzo (Aq) al Sit-in di protesta contro la proposta della Giunta Regionale di centrodestra di riperimetrazione del Parco regionale Sirente-Velino. Per ribadire insieme ai comitati dei cittadini dei comuni del Parco e alle forze ambientaliste: No alla riduzione del Parco Naturale Regionale Sirente Velino; tuteliamo la fauna d’Abruzzo; Sì al rilancio dell’unico Parco regionale dell’Abruzzo che un tempo ambiva a essere la Regione Verde d’Europa.

A 30 anni dall’istituzione del Parco, il consiglio regionale non ha ancora completato l’iter di adozione del Piano del Parco regionale per una corretta zonizzazione delle aree dei comuni interessati. Nel frattempo si continua ad intervenire con riperimetrazioni, tagli arbitrari e clientelari. Lo aveva fatto il centrosinistro con una pessima iniziativa dell’allora assessore Pezzopane, poi ci riprovarono durante la Giunta di centrodestra di Chiodi (tentativo bloccato nel 2013 dalla mobilitazione di ambientalisti e Rifondazione in consiglio regionale e la raccolta di più di 150.000 firme). Ci aveva riprovato l’assessore Donato Di Matteo con la giunta D’Alfonso.

La proposta di legge della Giunta Marsilio per la riduzione del Parco Regionale Sirente Velino di circa 8000 ettari soprattutto nella Valle Subequana ma anche sull’Altopiano delle Rocche, è irricevibile. Una riperimetrazione volta ad accontentare gli appetiti di doppiette e cementificatori, priva di qualsiasi logica tecnico-scientifica e naturalistica, volta a generare ulteriore confusione sul territorio.

L’attacco al Parco purtroppo è di nuovo bipartisan.

Il Masterplan della ex giunta di centrosinistra aveva previsto la costruzione nel cuore del Parco di 3 nuovi impianti di risalita e di 7 nuove piste per lo sci 12,8 milioni di euro di fondi pubblici. Una follia in tempo di cambiamenti climatici. Diverse associazioni hanno promosso ricorso al Tar. Quelle risorse andrebbero utilizzate per la valorizzazione del parco, per altre tipologie di turismo più rispettose dell’ambiente, ma soprattutto per restituire servizi di base e di prossimità agli abitanti del parco dai presidi sanitari alla depurazione delle acque; per combattere lo spopolamento delle aree interne con una progettualità di lungo respiro e opere concrete non cattedrali nel deserto della neve che non c’è.

Il parco regionale Sirente-Velino va fatto funzionare e rilanciato ponendo fine al commissariamento che dura dal 2015. Siamo i custodi di specie protette a livello continentale, dall’Orso bruno marsicano all’Aquila reale passando per il Lupo e il Grifone. Abbiamo tutte e tutti il dovere di salvaguardare la vita nei parchi e di tutelare la preziosa biodiversità degli habitat che li caratterizzano.

Ricordiamo che nel 2013-14 l’attuale consigliere regionale e sindaco di Ovindoli leghista Simone Angelosante era contro la riperimetrazione del parco (lettera a Maurizio Acerbo). Ci aspettiamo che si opponga ora al progetto della sua giunta.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo

Silvano Di Pirro, segretario provinciale PRC-SE L’Aquila

Scuole superiori, apra chi può!

INSUFFICIENTI RISORSE GOVERNO. IPOCRITI I PRESIDENTI DELLE 4 PROVINCE.

TAGLI E CLASSI POLLAIO RISULTATO POLITICHE CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA.

La politica del Governo Conte degli ultimi mesi nei confronti dell’istruzione non è certo stata delle più rassicuranti, anzi. Nel bene o nel male, però, eravamo convinti che l’emergenza Covid avesse finalmente scoperchiato il vaso di Pandora ed imposto nel dibattito pubblico la necessità di un serio investimento nell’istruzione, sia nella messa in sicurezza e ammodernamento delle strutture, sia assumendo insegnanti e personale ATA. Alla fine solo briciole e incertezza.

Il dibattito politico si è impantanato quasi subito, fra muri di plexiglass ed amenità varie si è solo raschiata la superficie delle gravi carenze che, ormai da decenni, gravano sull’istruzione pubblica causati dai tagli e dalle pessime riforme di centrodestra e centrosinistra. Le lacrime di coccodrillo di Zaffiri e degli altri 3 presidenti delle province abruzzesi sono ridicole. I tagli alle province e all’edilizia scolastica sono il frutto delle scelte dei parlamentari dei loro stessi partiti.

Anche le nuove criticità derivate dal lockdown sono state affrontate solo marginalmente e con mezzi insufficienti. Oltre 500 mila ragazze e ragazzi sono rimaste escluse dalla Didattica a distanza, non tutti/e viviamo nella famiglia del Mulino Bianco, e appena fuori dai centri più urbanizzati dell’area metropolitana internet veloce è un miraggio.

Gli studenti e le studentesse potranno rientrare in aula a settembre e troveranno le stesse condizioni dell’ultimo giorno di scuola: classi pollaio, strutture vecchie, scarsa manutenzione, spazi insufficienti nonostante il calo demografico e di iscritti.

In Provincia di Pescara come nelle altre province arriveranno 750 mila euro, briciole, per 17 istituti superiori di secondo grado, in 23 plessi, poco più di 30.000 euro per ogni plesso o sede distaccata, insufficienti perfino per adeguare le classi già esistenti alle misure anti-Covid, figuriamoci per munirsi di nuovi spazi.

Altra questione dirimente è il trasporto scolastico, servirebbe aumentare il numero dei mezzi a disposizione, conciliare orari e percorsi, ma chi dovrebbe fornire soluzioni da Tua al presidente della Provincia passando per i sindaci afferma di non esserne in grado, lascino i propri incarichi per manifesta incapacità. Insomma si rimane in attesa di un allentamento delle misure o di un nuovo lockdown. Il solito si salvi chi può. La scuola non è la priorità.

È vergognoso che mentre la scuola pubblica è costretta ad elemosinare soldi anche in pieno Stato d’emergenza, in Parlamento dal Pd alla Lega hanno votato a favore dello stanziamento di 300 milioni per le scuole private, in barba alla Costituzione.

Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i si battono per misure urgenti, che restituiscano sicurezza alle scuole, per il rilancio costituzionale di un sistema che può ridisegnare il nostro futuro, e proponiamo:

  • Un punto di PIL in più di risorse per Scuola e Università, riportandole vicino alla media europea.
  • Almeno 3 mq di spazio riservato a ogni alunno e un numero che non superi i 15 per classe.
  • Assunzione del personale docente e ATA necessari per l’aumento delle classi.
  • Reperimento di tutti gli spazi disponibili per garantire il distanziamento, a partire dagli edifici abbandonati per il dimensionamento della rete scolastica.
  • Immediato finanziamento e programmazione di un piano straordinario per l’edilizia scolastica. Messa finalmente a norma degli edifici e creazione di spazi adeguati per tutte le attività delle scuole.

Francesco Belfiglio, Coordinatore provinciale GC Pescara

Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara

L’allarme lanciano dalla CGIL scuola

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